Oggi potrebbe essere un giorno molto importante per la serie A. Nel Consiglio dei Ministri, infatti, si dovrebbe decidere riguardo al green pass. Ormai è noto a tutti. E’ un documento che attesta l’avvenuta vaccinazione oppure il tampone eseguito nelle 48 ore precedenti. Al momento, in Italia, si richiede che siano trascorsi 15 giorni dalla prima dose, ma è molto probabile che si passi al ciclo completo. Per buona parte della politica e della scienza, ciò dovrebbe servire come possibilità in più. Insomma, il pass verde per non tornare indietro. L’obiettivo è di aprire. Sempre di più e nonostante il covid sia all’angolo, ma non morto. E’ la strada giusta. Attenzione, ma passi avanti.

Cosa c’entra la serie A? Beh… il massimo campionato potrebbe sapere se partirà con il pubblico e quale sarà la capienza. Si è a conoscenza del fatto che le società hanno chiesto una buona presenza, se non la totalità, per iniziare. Questa, però, è una pretesa difficile da assecondare. E’ probabile che vi sarà una quota del 25% della capienza o tra quella cifra e il 50%. Naturalmente il tutto avverrà tramite green pass che, in questo, momento sembra la stella cometa da seguire. Su tale versante ha spinto pure la Lega Serie A. Ma c’è un altro problema che affligge la massima categoria e questa volta riguarda i giocatori. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il 10% di essi non è vaccinato. Questo potrebbe favorire cluster come accaduto allo Spezia. Se fosse successo durante il torneo? Cosa sarebbe accaduto? Per salvaguardare il sistema si chiede una quota maggiore d’immunizzazione. Alla fine dello scorso campionato, Dal Pino riferì che fu un miracolo portarlo a termine. Si auspica, quindi, che, in ogni caso, la situazione sarà migliore. Ma meglio non correre rischi. Logicamente, però, nessuno può costringere un atleta a sottoporsi al siero. E’ già una “forzatura” per determinate categorie. Risulterebbe assolutamente impossibile per altre.

