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Tutto quello che c’è da sapere sul green pass

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UPDATE ORE 19.07: Il Cdm ha approvato il Decreto Legge.  Ecco cosa spiega La Repubblica

L’atto entrerà in vigore da domani, ma le norme sul green pass varranno dal 5 agosto. Servirà una dose di vaccino o covid test negativo per l’interno di bar e ristoranti se si è seduti al tavolo. Sarà utilizzato per palestre, piscine, concerti, stadi, eventi, palazzetti. Le discoteche rimarranno chiuse. Si discute ancora sulla possibilità di estendere il pass ai mezzi di trasporto. I tamponi potrebbero essere calmierati.

Si discutono anche i criteri del passaggio tra zona bianca, gialla, arancione e rossa. Sembra orientarsi verso utilizzo dell’occupazione ospedaliera.

E’ possibile che vi sarà una revisione della quarantena per i vaccinati che entrano in contatto con un positivo.

La Gazzetta dello Sport riferisce che, in zona bianca, la capienza degli eventi potrebbe essere portata al 50percento per gli eventi al chiuso e 25 per quelli all’aperto.

 

Era atteso per ieri. In realtà non è andato in scena. Oggi, però, dovrebbe essere davvero la volta buona. Più che il calciomercato, a tenere banco in questa estate è la questione green pass. In queste ore il Consiglio dei Ministri prenderà la decisione finale.

NON SOLO IL PALLONE

Non è solo un problema relativo al pallone. Anzi, per molti, è un aspetto secondario. E’ normale che sia così. Ognuno ha le sue necessità. Chi lavora nel calcio lo trova fondamentale e magari è meno interessato al resto. Lo stesso vale per i tifosi. A fronte di questi esistono altre categorie. In ogni caso, si tratterà di capire per quali attività sarà necessario il pass verde, quante dosi di vaccino dovranno essere inoculate per possederlo e le tempistiche con cui verrà attuato il decreto. Partendo dal principio, l’atto normativo stabilirà anche una quasi certa proroga dello stato di emergenza in scadenza il 31 luglio. Si parla del 31 dicembre. Il green pass dovrebbe valere per entrare in luoghi al chiuso come congressi, eventi sportivi, musei, concerti, palestre. Si parla anche di ristoranti e bar quando la sala non è all’aperto. Si discute su treni, aerei e navi. Così riporta TgCom24. Secondo la citata fonte, sino a settembre potrebbe dover bastare una sola dose. Da quel mese, invece, ne servirebbero 2.

E IL PALLONE

Per quanto riguarda il calcio, la Gazzetta dello Sport è molto chiara. Al fine di entrare allo stadio servirà il green pass con 2 dosi di vaccino. A questo punto occorrerà comprendere la capienza degli impianti. I Ministri Speranza e Franceschini, noti rigoristi, continuano nella loro rigidità e non vogliono superare il 25percento proposto agli Europei. Altri esponenti della maggioranza, invece, sono più aperturisti. Tra di loro ci sarebbe il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali. Pure Andrea Costa, Sottosegretario del Ministero della Salute, pare avere una visione meno restrittiva. Fredriga, Presidente della Conferenza delle Regioni, e Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, sono su questa linea. La Lega Serie A e la Figc vorrebbero un’apertura al 100percento. Questa sarebbe l’unica garanzia per riuscire a riparare in parte i gravi danni economici patiti e fungerebbe da volano per la vaccinazione. Difficile, però, che si giunga alla piena capienza.

SINTESI

La speranza è che, sia per quanto concerne il calcio che gli altri ambiti, il green pass funga da opportunità per le aperture. Di questo hanno bisogno l’economia e la salute mentale delle persone che si traduce poi in quella fisica. E’ naturale che, con il vaccino a disposizione, si vantino chance in più per un lento ritorno alla normalità. Altrimenti, il siero rischia di apparire come un orpello. Non può essere così o non avrebbe senso. L’immunizzazione è necessaria per uscire dalla pandemia, allora bisogna avere la forza e il coraggio di sfruttarla fornendo sempre grande attenzione alla lotta al virus che è micidiale. Occorre semplicemente usare contromosse diverse dalle chiusure. Aperture con il massimo rispetto dei protocolli. La fase del green pass può rappresentare un passo ulteriore e non definitivo che, in questo momento, potrebbe essere utile. Sempre guardare avanti. Mai tornare indietro.

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