La prima giornata di serie A è andata. Si è chiusa con Sampdoria-Milan e la vittoria dei rossoneri sul campo di Marassi. Cosa ci ha detto? Beh… poco o niente. Ma non poteva essere altrimenti. Non si riesce a giudicare con un semplice turno. Qualche messaggio, però, è giunto diretto e chiaro.
L’Inter è tutt’altro che finita. Da Conte a Inzaghi, la musica non è cambiata e la vittoria è stata netta: 4-0 al Genoa. Era successo anche alla Juve targata Allegri. Nelle prime giornate, i tratti del pugliese erano ancora lampanti nella squadra. I nerazzurri sono forti e credo che il mister piacentino abbia le carte in regola per tenerli in alto. Dzeko è un giocatore diverso da Lukuaku, ma è un sostituto di enorme caratura. Dumfries non sarà Hakimi, ma è molto capace. Calha è stato straordinario contro il Genoa. Vedremo se si confermerà.

Bene anche il Milan che, dicevo, ha vinto su un campo difficile come quello della Doria. E’ stato fortunato perché Audero ha involontariamente contribuito al successo e, nel finale, Verre ha sprecato 2 chance per il pareggio. Ma si sa: la Dea Bendata aiuta gli audaci. A proposito, lo stesso vale per l’Atalanta all’Olimpico contro il Toro. Gasperini non può nascondersi. E’ arrivato anche Zappacosta e la squadra è pronta a lottare per il titolo. La Roma di Mou è partita con il piede giusto. Ha conquistato 3 punti interni contro la Fiorentina che, ogni anno, assomiglia a un’eterna promessa poi si salva per il rotto della cuffia. Riuscirà a fare il salto di qualità? Per i capitolini si attendono altri test. Bene la Lazio di Sarri sul campo della neopromossa, ma intrigante Empoli. Se penso al centrocampo biancazzurro, mi esalto: Milinkovic, Leiva e Luis Alberto sono tanta roba. Con Maurizio in panca nulla è precluso. Vince anche il Napoli nella sfida casalinga con il Venezia. Vedasi quanto sostenuto per la Roma.
Per la Juve, invece, tocca scrivere un paragrafo a parte. Il riassunto, però, l’ha già fatto Allegri. Una buona Vecchia Signora ha regalato un punto all’Udinese e 2 alle avversarie dirette per il titolo. Alla lunga, queste situazioni si pagano. E’ una questione di mentalità. Non un problema tecnico. Max dovrà essere bravo a trasmettere certi concetti e i giocatori a recepirli in fretta. Serve pazienza con la speranza, per i bianconeri, che le avversarie non se ne vadano e che in alcuni elementi non vi sia “un difetto di fabbrica” con una certa mentalità innata.

