Puntuale come un orologio svizzero, a intervalli, la Superlega torna a far parlare di sé. Prima di descrivere quanto accaduto in questa occasione è il caso di operare un rapido riassunto della puntate precedenti. Tutto nacque nello scorso aprile quando, con un comunicato di mezzanotte, 12 top team annunciarono la creazione di questa società e nuova competizione lanciando pure il sito internet. L’Uefa si oppose fortemente. Con l’aiuto di Governi e tifosi ebbe la meglio in due giorni. Solo 3 compagini, Juventus, Real Madrid e Barcellona, non mollano e restano all’interno del progetto. Nacque così un contenzioso. Il Tribunale di Madrid si schierò con i “ribelli” e la questione terminò davanti alla Corte di Giustizia Europea con le ingiunzioni del citato organo iberico che bloccarono ogni sorta di minacciata sanzione al trittico di squadre: esclusione dalle competizione Uefa sarebbe la più grave.

Questo è quanto accaduto sino alla scorsa settimana. In quel periodo, infatti, la Superlega ha rilanciato affermando che non si tratterebbe di competizione chiusa ed elitaria. In tal modo ha provato a cancellare lo spettro di chi sosteneva che la meritocrazia non avrebbe più avuto valore tanto la coppa sarebbe stata disputata sempre e comunque dagli stessi club. Proprio in quei giorni i vari Governi, tra cui Spagna e Italia, si sono costituiti in giudizio davanti alla Corte Europea per sostenere la posizione dell’Uefa. Alle nostre latitudini, tale fatto è stato spinto sia dalla Figc, nella persona del Presidente Gravina, sia dal CONI tramite Malagò.
Che succederà? Siamo tutti in attesa di conoscere la sentenza della Corte Continentale che potrebbe cambiare il calcio. Se, infatti, vincesse la Superlega, è chiaro che si andrebbe incontro a una rivoluzione. In caso contrario, il rischio sarebbe delle citate sanzioni per i 3 club. SI dice che “in medio stat virtus“. E’ possibile che questa decisione della Corte determini, poi, un dialogo tra le parti e si giunga a una soluzione condivisa che non porti ai citati estremismi. E i tempi? Beh… Questi proprio non li conosco. Un mese fa Fanpage parlava della fine dell’anno 2021. La Gazzetta dello Sport, ripresa da Calcio & Finanza, invece, sosteneva che sino al 2023 non si dirà la parola “fine”. Vedremo…

