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Nuovo decreto covid: dalla quarantena, agli stadi, al calcio, cosa cambia? Si prevede un altro CDM

stadio

Il primo “decreto notturno” del Governo Draghi è arrivato. Conte ci aveva abituato a lunghi CDM in tarda serata, il nuovo Premier ancora no. Ieri è stata sfruttata l’ora di cena, ma poco conta. Qual è il risultato? Che risvolti ha sul calcio?

La notizia principale è che la quarantena è stata eliminata per tutti coloro che hanno la dose booster, cioè la terza, o la seconda da meno di 4 mesi. Per loro esisterà  l’autosorveglianza con l’obbligo di portare la mascherina FFP2. Questo per una settimana. Dopo 5 giorni dovranno eseguire un tampone, rapido o molecolare. Per chi si è sottoposto al siero da più di 120 giorni, invece, vi saranno 5 dì di quarantena più test. Resta tutto inalterato per chi non si è vaccinato.

Il super greenpass è stato esteso anche ad altre “attività”. Si parla dei trasporti pubblici. Per viaggiare su questi mezzi, quindi, varrà la nota norma del 2G: vaccino o guarigione. Non è finita perché tutti gli sport di squadra avranno il medesimo obbligo. Non ci sarà più spazio, perciò, per i calciatori definiti “no vax”. E’ un’anticipazione di ciò che Gravina, presidente Figc, già paventava. Gli stadi potranno avere una capienza massima del 50percento. I palazzetti dello sport, ambiente chiuso, del 35.

Nei primi giorni di gennaio, il Governo dovrebbe riunirsi per ulteriori misure. Qui si discuterebbe dell’obbligo vaccinale sul posto di lavoro o del super greenpass. La prima forma, chiaramente, imporrebbe allo Stato una diversa di responsabilità pur avendo un risultato molto simile alla seconda.

 

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