Solo tanta confusione. Non si comprende se a farla siano i media o se sia davvero insita nell’ambiente calcio. Solo una situazione è chiara: lo stop che un mese fa appariva distante anni luce lentamente si sta avvinando.
Il Ministro Speranza ha fatto una boutade nella cabina di regia di qualche giorno fa. Se fosse per Lui, i campionati sarebbero già chiusi. Gli altri hanno risposto picche. Ma si sa coma va a finire. Quando le idee vengono lanciate, poi chi le pensa prende coraggio e diventa possibile applicarle. Così l’Epifania pallonara ha messo in mostra tutte le negatività del caso. Gli spalti pieni e molti tifosi che non rispettano le regole. Servirebbero le mascherine FFP2, ma spesso è più teoria che pratica. La Lega Serie A contro le Asl e il Napoli che schiera tre giocatori, ma sarebbero quarantenati. A quel punto, Draghi interviene a gamba tesa e telefona a Gravina, Presidente FIGC. La richiesta sarebbe, secondo i media, una specie di doppia opzione: fermatevi o chiudete gli stadi. Non si parla di imposizioni, ma di possibilità fornite al mondo del calcio.
In realtà, questa mattina, sulle pagine di Tuttosport è presente un’intervista proprio al numero uno del pallone italiano che, con il classico aplomb, rivela altro. Il Premier non avrebbe dato nessun aut aut, e ciò appariva già chiaro, ma nemmeno avrebbe prospettato un’imminente chiusura. Solo si sarebbe informato della situazione. Gravina, tuttavia, non allontana l’ipotesi di una chiusura degli stadi. Sulle pagine della Stampa parla il Patron dell’Empoli Corsi. Il diktat è di andare avanti finché possibile per evitare la catastrofe. Il messaggio è quasi in contraddizione con le rassicurazioni dal numero uno della FIGC. Boh… E chi ci capisce.
Presto vi sarà comunque una cabina di regia con tutto il mondo sportivo per trattare della questione Asl, ma pare scontato si parli anche di altro.

