Non è vero che Allegri non ha migliorato la Juventus. Vorrei subito sfatare questo mito. Se devo trovare delle colpe relative alla stagione bianconera non le vedo proprio nel tecnico toscano ma, se mai, in chi lo ha preceduto. Perché? E’ molto semplice. Provo a costruire un ragionamento. Andrea Pirlo si è accomodato sulla panchina piemontese dopo Conte, lo stesso livornese e Sarri cioè tecnici che a Torino hanno sempre vinto lo Scudetto. Ciò significa che la squadra aveva una certa mentalità. Nonostante fossero cambiati cicli e giocatori, si è continuato ad attaccare la coccarda alla maglia. Il primo a scucirla con una rosa nuova è stato proprio il bresciano. In lui trovo una mancanza di esperienza. E’ stato l’uomo sbagliato al momento sbagliato. Con una squadra più anziana, l’ex centrocampista avrebbe sicuramente potuto fare meglio perché l’idea di gioco c’era con il 3-5-2 ibrido che, altrove, potrebbe essere una soluzione molto intrigante.
Venendo a Max. La sua Vecchia Signora ha ricominciato nel peggiore dei modi ma, calcolando i punti raccolti dopo le prime 5 giornate, sarebbe in testa alla serie A. Ciò può significare solo una cosa: in lui si nota un percorso di crescita ed è quello che conta. La Juventus deve arrivare nelle prime quattro posizione proseguendo nella strada tracciata ultimamente e il prossimo anno avrà il grande vantaggio di partire con un margine importante per poter divenire ancora più capace. Anche nel finale di stagione scorso, i bianconeri parevano in risalita, ma poi si è deciso di ripartire nuovamente da capo e questo ha azzerato il tutto. Ora bisogna credere in Allegri, che ha dovuto raccogliere i cocci, e trovare continuità lavorativa.

