I 20 giorni azzurri di Nations League si sono conclusi e l’ultimo atto non è stato proprio un inno alla gioia. Tutt’altro. L’Italia ha subito una sonora sconfitta, 5-2, in casa della Germania compromettendo un cammino verso la Final Four di Nations League che si stava facendo interessante. Ora la classifica vede l’Ungheria, ormai più che miracolo conferma, a quota 7, i tedeschi a 6, noi a 5 e l’Inghilterra a 2. Occorre ricordare che soltanto una compagine accederà alla semifinale, mentre solo l’ultima retrocederà nella Lega B. Per sperare di agganciare magiari e teutonici servirà battere i primi e soprattutto sperare che i secondi perdano qualche punto in giro.
Detto ciò, cosa rimane di questi 20 giorni azzurri? Sicuramente l’apertura di un nuovo ciclo. Certamente non rivedremo più Chiellini. E’ molto difficile che nel gruppo rientri Insigne. E’ da comprendere il futuro di Jorginho così come quello di Immobile. In difesa sono aperti i casting con Bonucci, Mancini, Acerbi e Bastoni tra i favoriti. Cristante pare diventare una figura sempre più centrale e di spicco così come Tonali e Locatelli che potrebbero essere i suoi scudieri per un centrocampo più muscolare e meno tecnico. In attacco, il riferimento potrebbe essere Scamacca con Chiesa e Zaniolo. Berardi è l’immediato alter ego con Politano che sta stupendo e Gnonto pronto a crescere. A grandi linee, questa potrebbe essere la nuova Italia. Poi, per moduli e tattica, ci sarà spazio e tempo in futuro.

