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Calendario Serie A: bisognerà partire forte, rischia soprattutto la Juventus

Allegri-1

La serie A è pronta a tornare. Tra poco conosceremo il nuovo calendario del 2022-2023. Esattamente tra 48 ore quando la Lega Calcio procederà al sorteggio. Quest’ultimo, che naturalmente è gestito da una macchina, contiene delle regole molto dettagliate. Le squadre che partecipano alle competizioni europee, per esempio, non possono incontrarsi nei turni che precedono o seguono le coppe. Nelle giornate infrasettimanali, che non saranno poche, vi sono altri divieti di sfide. Insomma, le solite norme ormai arcinote agli addetti ai lavori. Anche nella prossima stagione si vivrà il calendario asimmetrico con l’andata diversa dal girone di ritorno.

E le date? Beh… Ormai si sono ripetute in tutte le salse. Si comincia il 13 agosto e si finisce il 4 giugno. Nel cuore dell’annata vi sarà una lunga sosta dedicata al Mondiale. Ci si fermerà il 13 novembre per riprendere il 4 gennaio. Insomma, un campionato d’apertura e uno di clausura con tanti calciatori di serie A che nemmeno saranno impegnati nella kermesse qatariota in quanto l’Italia non si è qualificata. Nella prima fase della stagione verranno disputate 15 giornate di campionato, tutti i gironi delle competizioni internazionali e alcuni turni di Coppa Italia che però non vedranno coinvolte le squadre militanti anche extra confine. Si parla, quindi, di un tour de force.

Dalle mie parti si dice che nessuno nasce “imparato”. In effetti, è così e resta la grande incognita della preparazione. Tutte le compagini cominceranno i ritiri tra circa una decina di giorni. I calciatori, quindi, sono ancora nel pieno delle vacanze anche perché molti di loro sono stati impegnati con le nazionali fino a circa una settimana fa. Da subito sono in programma le amichevoli con il settimo mese dell’anno dedicato proprio a tale attività. Una cosa sembra certa: le falese partenze non sono ammesse. E’ un dato matematico. Il numero di turni che si effettueranno tra l’estate e l’autunno è molto superiore rispetto al passato. Ciò implica che la primavera e l’inverno avranno un valore fondamentale, ma potrebbe essere troppo tardi per recuperare il terreno perduto.

Il messaggio spaventa soprattutto alcune compagini. Il primo nome che mi sovviene alla mente è quello della Juventus. I bianconeri sono quelli maggiormente alle corde perché probabilmente hanno vissuto una stagione più negativa delle rivali. Non hanno conquistato titoli dopo dieci anni di hurrà. Hanno necessità di rinforzarsi per proseguire un progetto che dovrebbe iniziare a dare i suoi frutti, ma il tempo stringe. Allegri non è noto per le partenze troppo brillanti. Insomma, a Torino, qualche retropensiero può nascere già adesso. Occorrerà farsi trovare pronti.

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