La polemica è il sale del calcio. Questa è una certezza. Tale divertimento, però, deve restare un fatto goliardico che avviene tra i tifosi senza superare la soglia e divenire scabroso argomento tra le società. O meglio, è lecita, ma vi deve essere un limite che non può trascendere. Si deve evitare in tutti i casi la compensazione e su ciò credo che non ci piova. Sarà sicuramente così.
Ciò che volevo rimarcare è che sono soddisfatto del mio Paese e della sua stampa. Non è semplice. Non è scontato e occorre sottolinearlo quando avvengono tali situazioni positive. Dopo il penalty non concesso al Verona nella sfida contro la Juventus, ho notato un grande equilibrio nei giudizi in tutti i media. La polemica è giustamente stata rimarcata e sottolineata, ma non ho visto “titoloni” o altri eccessi che surriscaldassero ancora di più gli animi con il solo scopo di ottenere dei click e delle visualizzazioni. Anzi, praticamente tutti non hanno giocato sulla vicenda, ma hanno rimarcato la correttezza della decisione arbitrale. Si può discutere della bontà della norma, a mio parere assolutamente modificabile, ma il regolamento è stato rispettato al dettaglio. Siamo un popolo sempre molto rigido nei confronti dei nostri organi di stampa e credo che rimarcare quanto di buono accade sia una crescita culturale doverosa che deve accompagnare tutto il movimento. Bravi!
Ora, però, gradirei concentrarmi sull’accaduto. Come detto, la norma è stata rispettata nel dettaglio. Il penalty non doveva essere concesso perché il calciatore del Verona e quello della Juventus erano troppo vicini, quindi, il bianconero non aveva il tempo materiale per spostarsi. Ciò detto, credo che il braccio fosse troppo largo e un simile tocco, anche se da vicino, sia proprio paragonabile a una parata. Occorre, in questi casi, che i direttori di gara siano chiamati a concedere i rigori.

