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Addio Gianluca Vialli: una vita dedicata al calcio

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Vi giuro: non mi era mai capitato. Sembra quasi assurdo pensare che tante personalità ci lascino così ravvicinate. Da Sinisa Mihajlovic a Gianluca Vialli passando per Pelé. Neanche un anno fa è scomparso Raiola. Il calcio è in lutto continuo. E’ recente, purtroppo, la notizia della scomparsa di Gianluca giunta proprio nel giorno dell’Epifania. L’ex giocatore era ricoverato in una clinica di Londra dove è stato costretto a fermarsi a causa del recente peggioramento delle sue condizioni. Nel 2017, infatti, è stato colpito da un tumore al pancreas molto aggressivo.

La Capitale inglese è una costante nella vita del campione che rimarrà amica per le tante gioie professionali e resterà compagna degli ultimi istanti vissuti qui con noi. Morire a 58 anni è sempre qualcosa di assurdo, ma chi ha fede sa che nulla accade per caso. Vialli è nato a Cremona, città dove ha segnato una delle reti più iconiche della sua carriera con un gesto, la rovesciata, classico del repertorio. Vestiva la maglia della Juventus, camiseta che ha indossato dopo lo straordinario quanto inaspettato Scudetto vinto con la Sampdoria. Resta l’unico per i blucerchiati e qui subentra la grande amicizia con Mancini. Li chiamavano “Gemelli del gol“. E’ fin troppo semplice comprendere il motivo. Se non segnava uno lo faceva l’altro, ma i due si cercavano in campo come due amati fanno nella vita. Ognuno, poi, ha seguito la sua strada, ma sono rimasti sempre molto vicini. Abbiamo ancora l’immagine dell’ultima gioia calcistica di Luca abbracciato a Roberto dopo la decisiva parata di Donnarumma ad Euro 2020. Fu un gesto denso di grande emozione, come una chiusura di un cerchio. Vialli ha iniziato vincendo con il Mancio e ha chiuso nello stesso modo. Restano anche le delusioni comuni di una carriera vissuta quasi in parallelo. Non si possono dimenticare le sconfitte in finale di Champions della loro Samp contro il Barcellona e il mancato pass per l’ultimo Mondiale in Qatar. Come per la spedizione europea, Gianluca era capo delegazione della Figc.

Dopo l’esperienza doriana, Vialli passa alla Juventus con cui nasce il famoso triduo completato da Del Piero e Ravanelli. E’ l’era successiva alla partenza di Roberto Baggio. La Vecchia Signora guidata da Lippi vince uno Scudetto dopo tanta astinenza e conquista la seconda Coppa Campioni, ormai Champions League, della sua storia. Gianluca la solleva da capitano e, per i bianconeri, resta l’ultima volta. Si trasferisce, poi, in Inghilterra e qui nasce il rapporto con Londra. Vialli, infatti, prima è giocatore del Chelsea, poi player-manager. Conquista vari trofei tra cui la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea sconfiggendo il Real Madrid. E’ strano perché la carriera di Gianluca come allenatore è sovente offuscata dalle sue gesta di atleta. In realtà, è stato un grande anche in panchina.

Vialli ha abbandonato presto questo ruolo divenendo cronista sportivo e operando intorno al mondo del calcio a 360gradi. Ha aperto una Onlus con Massimo Mauro. Ha recentemente lasciato il suo ruolo in Figc proprio per dedicare anima e corpo alla malattia che purtroppo l’ha portato via a soli 58 anni.

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