L’anno scorso, il Milan di Pioli ha vinto lo Scudetto e questo è un dato di fatto incontrovertibile. L’ha fatto con 86 punti che hanno rappresentato due di vantaggio sull’Inter. La vittoria è sicuramente meritata e non ci piove. Il campo è giudice supremo ed è una realtà incontrovertibile. Occorre assolutamente ammetterlo. Proprio in questo senso occorre aprire una piccola parentesi sui processi che stanno coinvolgendo la serie A. Il risultato del rettangolo verde è sacro. Ci sono altri milioni di modi per sanzionare una squadra che non coinvolgano anche i suoi tifosi. Tornando, ai rossoneri. La domanda è. Ma il Diavolo era realmente una compagine forte o si era sopravvalutata?
La risposta, a mio modo di vedere, è piuttosto semplice e conduce alla seconda opzione. Lo affermavo all’epoca e lo sostengo oggi in maniera ancora più convinta. I motivi sono altrettanto banali. La rosa non è all’altezza del risultato raggiunto e questa stagione lo sta dimostrando. Gli ultimi risultati sono: sconfitta a Torino con i granata, vittoria interna risicata contro lo Spezia e ottenuta allo scadere, pareggio a Cremona, vittoria casalinga all’ultimo istante con la Fiorentina, vittoria a Salerno, pareggio interno con la Roma, sconfitta in Coppa Italia con il Toro, pareggio a Lecce, sconfitta pesante e senza appello con l’Inter, 4-0 dalla Lazio, 2-5 con il Sassuolo. Insomma… La tesi del calo psicofisico lascia il tempo che trova perché dura da 3 mesi ed è antecedente oltre che posteriore al Mondiale. Qualcosa non torna.
Basti vedere la rosa. Si dice che il mercato non ha funzionato, ma a salutare la truppa, dei titolari, è stato il solo Kessie. I giocatori veramente all’altezza del risultato, chi sono? Maignan, Theo, Leao e Giroud. Tomori? Il fatto che non sia stato neanche preso in considerazione nella spedizione mondiale inglese è alquanto esplicativo. Tonali? Beh… Giovane interessante, ma non un campione. Bennacer? Certo, è bravino, ma non un fenomeno. Altri? Non credo. A questo si aggiunge un allenatore, Pioli, che, nella sua lunga carriera, non è mai centrato una vittoria. Ha pure guidato squadre importanti perché si è seduto sulla panchina di Lazio, Fiorentina e Inter, ma… Il primo e unico hurrà è quello Scudetto. Si dice che i rossoneri giocavano un gran calcio. E’ successo alla fine del torneo e spesso con avversarie che avevano poco da chiedere al campionato. Nessuno nega il loro massimo impegno, ma è chiaro che gli stimoli erano differenti.
Insomma, padre tempo sta sistemando la faccenda?

