Il Milan è una squadra forte e nessuno intende negarlo. Se così non fosse, un anno fa, non avrebbe vinto lo Scudetto e adesso non sarebbe ai quarti di Champions. Significa essere tra le otto migliori d’Europa. Non è poco. I rossoneri valgono realmente questo traguardo? La domanda è lecita, ma la risposta è banale: il campo ha stabilito così.
Detto questo, intorno al Diavolo, sto notando un’altalena di giudizi che fa veramente spavento. Non c’è equilibrio. I lombardi passano “dalle stelle alle stalle” in men che non si dica. Non è mai il massimo. Dopo la sconfitta con la Fiorentina, Pioli e la sua squadra erano praticamente sull’orlo di un buco nero e solo la partita di Londra contro il Tottenham avrebbe potuto salvarli. L’hanno vinta e la stagione è diventata magicamente buona. La realtà è che non era nera prima e non è esaltante oggi. E’ un’annata in linea con il valore della rosa. In campionato, il Milan sta lottando per un posto in Champions e questo è il suo reale valore perché ci sono rose più competitive. In Coppa Italia è stato eliminato agli ottavi dal Torino andando ben al di sotto delle attese. La Supercoppa è un’autentica delusione con una batosta pesante patita dall’Inter. Il cammino europeo, come spesso accade, invece rappresenta il fiore all’occhiello.
Ecco, quindi, qual è il reale valore dei rossoneri. Il Milan è una squadra forte, ma non esaltante. E’ realmente una compagine “operaia”. Lo affermo con il massimo rispetto ed enorme stima. Da Pioli ai suoi ragazzi, i campioni sono pochi. Maignan, Theo e Leao rappresentano esempi della fattispecie. Il resto lo fa il gruppo e questo è un enorme merito per tutti i singoli. E’ chiaro che la vittoria di uno Scudetto o enormi risultati in campo europeo sono ancora lontani.

