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Garcia al Napoli: sarebbe stato meglio Italiano, ma almeno non è Galtier

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Rudi Garcia è il nuovo allenatore del Napoli. Verrebbe da salutare il matrimonio con il “Porompopero” che il tecnico azzurro cantò, con tanto di chitarra suonata, ai tempi del Lille prima di approdare alla Roma. La scelta avrà coinvolto Giuntoli? E’ un quesito che in tanti si pongono perché il destino del direttore sportivo sembra sempre più lontano dalla Campania. Sarà a Torino sponda Juve? E’ un’altra domanda molto interessante ma, per ora, non trova risposta.

Tornando a Garcia, è la scelta corretta? Si parta da un principio, il listino di pretendenti era molto lungo, ma si è andato lentamente affievolendo. La triade maggiormente vicina al risultato, in ogni caso, conduceva al francese, al connazionale Galtier e, infine, a Italiano. Il mister della Fiorentina era uscito di scena da un po’ avendo scelto di proseguire con la Viola. Forse sarebbe stato l’ideale. Se si vuole seguire il trend degli stili, si trova in lui l’emblema della modernità applicata ai risultati. Non era certo semplice riportare i toscani al vertice del calcio nostrano dopo anni di difficoltà. In un primo momento li ha riposti tra le “sette sorelle”, poi li ha condotti alla finale di Conference League, lasciando il settimo posto all’Atalanta, ma ottenendo comunque un’ottima ottava piazza e l’ultimo atto della Coppa Italia. Il dubbio è sempre legato al grande salto. Sarebbe stato in grado di gestire un top club in una piazza come Napoli? Secondo me, almeno dal punto di vista della gestione del gruppo, sì in quanto lo vedo piuttosto sicuro e rispettato. Detto questo, entrare in certi meccanismi non è mai semplice. E Galtier? Se Vincenzo poteva essere la scelta più azzeccata, penso che il collega fosse quella da evitare. E’ vero che ha vinto con il Lille, ma al Psg, prima esperienza in una grande, ha deluso. Ha vinto la Ligue 1, ma il cammino di Champions non ha funzionato. Anche sotto il profilo della gestione dello spogliatoio non ho notato il meglio.

Garcia è bravo e preparato. Conosce bene il nostro football perché ha già guidato la Roma che, per certi aspetti di piazza, potrebbe essere paragonata a Napoli. E’ vero che l’ultima avventura è stata in Arabia, all’All-Nasr dove non si è trovato a meraviglia con un campione come Ronaldo, ma ciò non significa che il tecnico sia ormai uscito dai radar del grande calcio. Potrebbe persino essersi aggiornato e innovato. Rudi non ha soltanto ottenuto buoni risultati alle nostre latitudini, ma pure tornando in Francia dove ha perduto un’Europa League soltanto in finale mentre era alla guida del Marsiglia. Il suo è un calcio molto concreto che ama la rapidità degli esterni e spesso è legato al 4-3-3 o al 4-2-3-1. Tutti ricorderanno Gervinho, ma anche Payet. A Napoli potrebbero ritornare parecchio utili calciatori come Kvara, ma anche Politano e Lozano. Sono uomini che hanno lo strappo giusto. Più che il modulo conta la filosofia e quella del francese è sempre stata piuttosto concreta.

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