A volte si pensa che i soldi siano tutto nella vita. Se una persona possiede il denaro è per forza felice. Non è così. I calciatori sono la dimostrazione concreta di tale assioma. Si tacciano sovente come “piagnoni”, “capricciosi” che spandono e non si soddisfano dei loro guadagni. “Non sono mai contenti“, sostengono in parecchi. Forse, però, non si scava sempre nel profondo e, rimanendo in superficie, non si possiede il quadro completo della situazione.
Il “caso Bonucci” potrebbe rientrare proprio nella fattispecie. Questi atleti non sono macchine, ma esseri umani che vantano, per essenza, cuore e sentimenti. A volte non si tratta solo di vil denaro. Leo avrebbe potuto essere trattato diversamente dalla Juventus. Mi sento di affermare tale frase. Per carità: non intendo sostenere che la società sabauda abbia fatto i pensieri soprascritti, ma che potesse avere molto più tatto nei confronti della persona, Leonardo. Non sono qui a sottolineare che il ciociaro ha composto la BBC con Barzagli e Chiellini, una delle difese migliori della storia del pallone. Non batterò sulla tastiera che ha vinto nove Scudetti, Coppe Italia e Supercoppe facendo parte del ciclo più trionfante dell’epopea piemontese e nemmeno sosterrò il suo essere capitano (che pure sono aspetti fondamentali nell’analisi generale). Guardo all’uomo. Non si scarica in tal maniera.
Non sto ad analizzare di chi siano le responsabilità e nemmeno a giudicare le modalità, affermo esclusivamente che, se lo strappo è così importante, non può nascere soltanto da una parte. “I fiumi si fanno con due sponde“. Probabilmente Leonardo non è persona che accetta facilmente e serenamente la volontà altrui sul suo conto quando è in disaccordo. Magari può essere considerato un tantino pretenzioso ma, se quanto accaduto ha provocato una reazione così veemente, mi torna difficile pensare che sia soltanto un capriccio.
Credo che se avesse accettato il ruolo da “chioccia”, un anno ulteriore con Bonucci sarebbe stata la soluzione congeniale per tutti. Alla fine, come scrive la signora Martina Maccari, consorte del calciatore, ci sarebbe stato almeno “un ultimo abbraccio“.

