La Juventus è totalmente concentrata sulla stagione in corso. E’ ormai dai tempi del covid che la Vecchia Signora non vive un’annata tranquilla e serena in cui si può attenzionare solo sulle questioni sportive. In origine fu il lockdown che bloccò il calcio nella fase cruciale della stagione, poi la ripresa a stadi vuoti nel pieno dell’estate 2020. I mesi successivi furono vissuti in balia della pandemia, delle Asl e delle normative del Governo Conte. Quando finalmente si intravedeva la luce in fondo al tunnel, ecco la “notte dei lunghi coltelli” con l’inizio della querelle Superlega nell’aprile 2021 e solo in questo periodo si sta risolvendo con il tentativo di uscita dei bianconeri dalla società che la promuove. Nel novembre 2021 partì l’inchiesta “Prsima” che poi ha condotto alle recenti sanzioni appioppate ai sabaudi e che li costringono fuori dalle coppe.
Ora, a mente più lucida, si può iniziare a commentare e a guardare al passato che sicuramente non pare sorridere alla Figc, al Coni e alle loro scelte affrettate. Le Procure che hanno ricevuto gli atti da quella di Torino, infatti, stanno lentamente alleggerendo la situazione legata alle plusvalenze con le archiviazioni. Il procedimento, poi, è stato spostato dal Capoluogo Piemontese segnando, quindi, un piccolo successo della linea difensiva juventina. La Giustizia Sportiva necessita di celerità. E’ uno degli assunti ultimamente più utilizzati. Verrebbe da domandarsi i motivi per cui, se la Giustizia Ordinaria abbisogna di determinate tempistiche, l’altra, invece, dev’essere così “sbrigativa”. I campionati inizierebbero anche pazientando in quanto, finché non c’è sentenza, nessuno può essere dichiarato colpevole così come stabilito dalla “presunzione d’innocenza” di cui all’articolo 27 della Nostra Costituzione. Si trattava, quindi, di attendere gli esiti per poi eventualmente intervenire. E invece… Ora il rischio è che, se i fatti non sussistessero, la Vecchia Signora chieda un lauto risarcimento e, insomma, ulteriore confusione.
Resta, invece, da valutare la questione relativa a Cristiano Ronaldo e ai 19 milioni di euro che il portoghese chiede come compenso promesso durante il periodo del blocco del calcio legato alla pandemia. Diventa difficile comprendere una situazione per cui pare che il lusitano avesse diritto a tale somma, ma la Juve ritiene essere già stata consegnata sottoforma di buonuscita quando il giocatore lasciò Torino per Manchester. Questa faccenda, però, non dovrebbe avere influenza sportiva. Si resta in attesa, quindi, solo della Corte di Giustizia Europea relativamente alla Superlega per capire quale sia la reale posizione dei bianconeri.

