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Calciomercato Juventus: bianconeri, ecco il vostro problema

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Comprendere il problema significa avere tre quarti della soluzione. Ritengo sia proprio così in quanto molto spesso si fatica a capire realmente dov’è l’enigma da risolvere. Sono le classiche idee confuse. E’ la poca chiarezza in testa che conduce diritti alla confusione. In quel marasma ci si arrabatta e non riesce a venirne a capo perché non si sa come partire e che direzione prendere. Temo che, negli ultimi anni, il dilemma della Juventus sia stato proprio questo. Non si è mai riusciti realmente a decifrare quale fosse il bandolo della matassa e, di lì, provare a scioglierlo. Non è certamente banale in quanto, come ben noto, i guai extra sportivi erano talmente ampi che l’altro ambito è passato quasi in secondo piano, ma si vada con ordine.

Ogni estate pare che la Juve debba ripartire da un nuovo ciclo ma, in realtà, ciò non accade mai e non è successo neanche un quella appena trascorsa. Si effettuano sempre piccoli o grandi aggiustamenti che non modificano l’essenza della situazione. Questa volta è toccato alla dirigenza che, ormai, è stata totalmente variata e l’arrivo di Giuntoli ha costituito l’ultimo tassello. La rosa, però, più o meno la medesima. Negli scorsi mesi sono partiti Bonucci, Cuadrado e Di Maria. Ciò ha determinato uno “svecchiamento” del gruppo e pure una riduzione del monte ingaggi, ma ha pure indebolito le forze. Nell’ottica dell’attenzione al bilancio e di una ripartenza, ci può stare. A quel punto, però, occorre prendere altre decisioni. Data l’annata senza coppe, non si può immaginare di sostenere che l’obiettivo sia il quarto posto. Con quanto recentemente accaduto, la Vecchia Signora deve avere grande fame e obbligatoriamente deve provare a competere con chi lotta per il titolo. Appurato ciò, bisogna essere consapevoli del fatto che mister Allegri non è il più indicato per far crescere un gruppo, ma è molto abile nel vincere con solidi punti di riferimento. Questo è un pregio perché non tutti riescono a domare uno spogliatoio di campioni. Serve, quindi, effettuare un ragionamento. Se si vuole proseguire con tale tecnico, con determinati target, è necessario garantirgli certi tipi di uomini. La Juve ha puntato parecchio su Danilo, Bremer e Rabiot, ma “l’all in” è su Chiesa e Vlahovic. Questo sta rappresentando un problema. E’ noto, infatti, che tali giocatori abbiano un difficile rapporto con la salute fisica e siano spesso ai box. Ciò può essere accettato in una stagione con miriadi di gare. Non può esistere, invece, quando si gioca una volta alla settimana e c’è il tempo di allenarsi nel migliore dei modi. Guarda a caso, gli infortunati erano spesso loro anche in passato. Il problema, quindi, è riconducibile ai due ragazzi non tanto all’allenatore o al suo staff. Non sarebbe, quindi, stato il caso di accettare qualche offerta e provare a virare su altri? Qualcuno sosterrà che dovrei fare i nomi. In effetti, accetto l’appunto. Uno di questi avrebbe potuto essere Frattesi. Un altro, invece, Zaniolo. Sono pure a conoscenza del fatto che il primo non è un attaccante, ma la Juve non ha un centrocampo micidiale e un incursore come l’ex sassolese avrebbe potuto fare molto comodo per dare equilibrio alla squadra. Si obietterà pure che il secondo è avvezzo agli infortuni. In realtà non mi pare che, dopo i problemi ai crociati, vi siano state tante ricadute muscolari. La quarta punta, poi, avrebbe potuto arrivare dall’under 23, magari dando più fiducia a Soulé, girato in prestito al Frosinone.

Se, invece, si fosse deciso di valorizzare Vlahovic e Chiesa, allora, forse, sarebbe servito un allenatore in grado di riuscire a fare a meno di loro con il materiale che si ha a disposizione. Mi riferisco a un tecnico che rispetti il dettame per cui “cambiando l’ordine degli addendi, la somma resta immutata“. Si sarebbe necessitato cioè di un mister in grado di dare un’impronta alla squadra che la rendesse abile senza i suoi punti di riferimento principali. Questo non è certo Allegri.

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