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Allegri lascia la Juventus? Chi sarebbe il sostituto?

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To be or not to be” affermava Amleto nella omonima opera schakespeariana. “Allegri o non Allegri” si chiedono i tifosi della Juventus perché ormai è nutrita la fetta di coloro che sostiene il tecnico toscano. Tanti, però, sono ancora gli scettici e il punto nelle ultime 3 gare ha ringalluzzito tale sentimento. I media hanno ricominciato a vagliare le varie ipotesi legate al sostituto. Era da un po’ che questo vociferare si era trasformato in silenzio, ma la vittoria interista e i tanti compleanni del livornese sulla panchina bianconera stanno ridando auge alle varie campane.

Allegri sarà ancora l’allenatore della Juventus? Se dovessi dare una risposta legata al momento, direi di sì. Nessuno, però, ha la sfera di cristallo ed è sempre difficile parlare del futuro soprattutto dal momento che è così anteriore. Il fatto è che, se si considerano le ultime due stagioni, Max sta facendo bene. Non è possibile colpevolizzarlo troppo per la prima. E’ stato un anno particolare. Ha rappresentato la prima, vera prova post covid con gli stadi ancora semivuoti e qualche rinvio di gare importanti. Allegri non aveva ancora provato le 5 sostituzioni che hanno modificato di parecchio l’evolversi di una sfida quindi di un torneo. Insomma, è stata una fase transitoria in cui, per la rosa, il toscano avrebbe dovuto sicuramente ottenere risultati migliori di un quarto posto in serie A, ma anche la super Inter di Inzaghi non è riuscita a vincere un campionato che avrebbe potuto fare suo abbastanza in carrozza. E’ stato tutto molto strano. Nel 2022-2023, la Vecchia Signora ha affrontato i noti problemi extra campo e Allegri è stato un valido comandante nella tempesta. In questo “anno zero”, la sua Juve sta overperformando. Il gruppo lo segue e sembra gestirlo in maniera salda. Perché cacciarlo? Il motivo sarebbe sempre il solito. Il suo calcio pare vintage. A volte, sembra fuori tempo e lontano dal contesto. Per me non è un malus in quanto ritengo che non esista un unico modo per vincere, ma accetto la critica di buona parte del mondo del pallone e mi chiedo chi potrebbe essere il sostituto.

Il nome più gettonato è quello di Thiago Motta. Tra i pro ha sicuramente il recente curriculum che l’ha visto lavorare bene a La Spezia, ma soprattutto a Bologna. E’ sicuramente un tecnico che ispira fiducia pure nel modo di comunicare mai banale e mai nascosto dietro a frasi fatte o concetti scontati. Lo stesso sentimento lo si prova ammirando il suo calcio che non è sbarazzino come potrebbe essere quello di coetanei colleghi molto in auge, ma sicuro nella sua “modernità”. Il dubbio è proprio relativo all’esperienza. Quella è assente soprattutto ad alti livelli. E’ comprensibili chi teme ancora la classica meteora.

Un’alternativa potrebbe essere quella che conduce a Stefano Pioli. Attenzione perché è alquanto credibile. Il tecnico del Milan ha condotto i rossoneri a uno Scudetto, ma la sua restante, lunga carriera parla di zero tituli. Si è certi che quel particolare e già citato 2022-2023 non abbia rappresentato un ago nel pagliaio? Ho parecchi dubbi in merito. Il paragone con il passaggio di Allegri alla Vecchia Signora è molto semplice. Anche Max arrivava a Torino dopo alcune stagioni con il Diavolo che portarono in dote un tricolore. Prima di sbarcare sotto la Madonnina, il toscano, però, aveva allenato Aglianese, Sassuolo e Cagliari, mentre il parmense ha guidato, tra le altre, Inter, Lazio e Fiorentina. Insomma, le chance di titolo sono abbastanza diverse così come le età in cui si siederebbero sulla panchina della Juve.

Un altro nome è quello di Antonio Conte. Il pugliese è fermo da un anno e giunge dalla non esaltante avventura al Tottenham. Si è preso un periodo sabatico. E’ stanco? Vorrà rientrare? Il suo calcio spreme i giocatori, ma anche lui vive alla massima intensità e l’usura potrebbe sopravvenire molto prima. Esiste un altro dubbio relativo al salentino. La sua candidatura sarebbe stata perfetta per l’attuale stagione ma, con grande probabilità, i bianconeri torneranno in Europa e, sotto tale punto di vista, il cv di Antonio non è propriamente il massimo.

Questi sembrano i nomi più caldi e le possibilità più concrete del momento. Diventa complicato sostenere, al momento, una tesi su quale sia la soluzione migliore. Ognuna ha vantaggi e i contro. Occorre aspettare e comprendere quale sarà la situazione verso la fine dell’annata.

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