“Una guerra tra europei è una guerra civile” diceva Victor Hugo. E’ chiaro che paragonare il calcio a una battaglia è sbagliato in principio e trattasi di errore madornale, ma il concetto espresso dallo scrittore francese è emblematico. Il piccolo Europeo è pronto a partire e la sensazione è sempre quella di vivere una seconda Champions. In molti hanno una visione di questo torneo come un qualcosa di inferiore al Mondiale. In realtà, credo solo si debba modificare la posizione da cui lo si osserva. E’ chiaro che la Coppa Rime garantisce di essere la nazionale più forte del globo, ma trionfare tra le mura del Vecchio Continente ha il fascino di aver vinto un derby. L’Europeo è quasi una questione di elite in quanto, non me ne vogliano gli altri contesti, le squadre più forti, anche a livello di club, sono qui. Qualcuno sicuramente mi ricorderà che i campioni del mondo in carica sono gli argentini e la nazionale con più trionfi nel Mondiale è il Brasile, ma vorrei rimarcare il numero di successi avuti alle nostre latitudini supera di gran lunga quello altrui. Non a caso, il calcio è nato in Inghilterra, cioè in Europa.
GIRONE A
Il 14 giugno prenderà il via il torneo che si disputerà in Germania. La partita inaugurale vedrà la sfida tra tedeschi e Scozia. E’ un grande classico. Chi ospita la competizione, la apre. Si tratta del girone A che comprende anche Ungheria e Svizzera. Sono piuttosto convinto che questo gruppo sarà vinto dai teutonici. Come paese organizzatore avranno una gran voglia di tenere la coppa all’interno dei loro confini. Il successo manca dal 1996, troppo tempo, e la beffa del Mondiale perso in casa nel 2006 è ancora molto fresca. Nagelsmann è il ct più giovane della storia della nazionale. Manca di esperienza con questo genere di tornei, ma non nella gestione dei campioni e delle pressioni essendosi seduto sulla panchina del Bayern. Nonostante la discutibile scelta di non convocare Hummels e Reus, autori di una grande stagione al Borussia Dortmund, la rosa è di livello spaziale. Elencare i nomi dei campioni che ne fanno parte diventa forzatamente inutile. Meglio concentrarsi su una diversa analisi e ricordare che parecchi giocatori di quella cittadinanza compongono due club che sono giunti in finale nelle competizioni europei, i prima citati gialloneri e il Bayer. Il Bayern Monaco, invece, è stato semifinalista di Champions. Per il secondo posto credo si possa profilare un avvincente scontro tra Svizzera e Ungheria. E’ un duello all’apparenza piuttosto equilibrato tra due nazionali che ultimamente sono in crescita. In questo caso può risultare interessante notare che i tricolore vantano uomini importanti come il centrocampista Szoboszlai del Liverpool e Gulacsi, portiere del Lipsia. I rossocrociati, invece, contano su Sommer, Akanji, Xhaka, Okafor… Questi ultimi potrebbero essere i favoriti per centrare la seconda piazza del gruppo. La divisione della Gran Bretagna tra Scozia, Galles e Inghilterra non aiuta sicuramente le prime due a livello calcistico. Per i biancoblu si prospetta una breve avventura e un quarto posto. Quando esiste una forza così nettamente sfavorita rispetto alle altre, il pensiero viaggia sempre verso un’alta quantità di punti delle rivali con l’Ungheria che avrebbe la ghiotta chance di essere così tra le migliori terze e accedere agli ottavi.
GIRONE B
Il girone B comprende Spagna, Croazia, Italia e Albania. Per la Nazionale dell’Aquila si può prospettare un futuro simile a quello citato per la Scozia. La squadra guidata da Sylvinho è certamente ostica e lo ha dimostrato nelle qualificazioni ma, sulla carta, ha qualcosa in meno rispetto alla concorrenza. I nomi più noti sono quelli di Kumbulla e Bajrami del Sassuolo, Hysai della Lazio, l’atalantino Djmsiti, l’empolese Ismajli, Ramadani del Lecce. La stella sembra, però, essere l’interista Asllani. La serie A è di gran lunga la più rappresentata nella selezione e, per noi, è quasi un derby. Le rivali sono certamente più blasonate. Gli ispanici paiono i favoriti per la vittoria del gruppo. Non si tratta più della Roja che faceva tremare il mondo conquistando 2 Europei e un Mondiale tra il 2008 e il 2012, ma il recente successo in Nations League è la dimostrazione che, dopo 10 anni difficili, si sta rimettendo “la chiesa al centro del villaggio”. La mediana è di una qualità disarmante perché Rodri e Pedri sono tra i calciatori con la miglior tecnica e visione di gioco nello spazio. In attacco, Yamal desta grande curiosità. La punta centrale potrebbe essere Morata. Non sarà il campione che fa stropicciare gli occhi, ma è letale come una serpe e l’area è la sua giungla. Il ct De La Fuente ha grande esperienza con i giovani e la sua squadra pare nascere proprio con quelle caratteristiche. La Croazia, invece, non è quella arrivata a 90minuti dalla Coppa Rime nel 2018. Anche in questo caso non mancherà la qualità perché il centrocampo può vantare il talento di Modric, forse all’ultimo ballo, Kovacic e Brozovic. In difesa spicca il nome di Gvardiol, molto utilizzato da Guardiola al City. Al contrario della Spagna, i biancorossi danno l’idea di essere un ciclo sul viale del tramonto. Proprio per questo ritengo che l’Italia abbia buone chance di chiudere quantomeno al secondo posto nel gruppo. Spalletti dovrà decidere se affidarsi al blocco interista in tutto e per tutto, quindi, optare per una difesa a tre che potrebbe agevolare pure gli juventini. Quella azzurra è la nazionale campione in carica e, rispetto a 4 anni fa, ha perso pedine importanti come Bonucci, Chiellini e Verratti, ma li ha sostituiti con Bastoni, Mancini e Lorenzo Pellegrini. Si tratta di calciatori all’altezza. Peccato per l’assenza di Acerbi. Anche in questo caso, il terzo posto potrebbe valere gli ottavi.
GIRONE C
Il girone C è composto da Inghilterra, Danimarca, Serbia e Slovenia. Le ho scritte nel possibile ordine di arrivo. La Nazionale dei Tre Leoni è indicata da molti come la favorita del torneo. In effetti, è parecchio forte. Vanta il talento di Bellingham che, però, non ha vissuto un finale di stagione entusiasmante come l’inizio. Potrebbe patire le difficoltà di un’annata di successo, ma stancante. Southgate è all’ennesima avventura con questo gruppo che ha sempre condotto a ottimi piazzamenti, ma mai al successo. E’ forte. Vincerà il girone. Nel 2021, i danesi hanno perso la semifinale europea proprio contro i sudditi del Re. Potrebbe valere il discorso fatto per la Croazia. I nomi sono ottimi, ma sembrano ormai avere la spia della riserva accesa. Kjaer, Eriksen, Hojbjerg, Maehle… Non è il momento migliore della loro carriera. Chi spinge forte è Hojlund, ma pure lui non viene da un’annata troppo brillante. Dieci gol in 30 presenze non sono un bottino scarso, ma nemmeno così esaltante. La sfida al secondo posto con la Serbia potrebbe rivelarsi piuttosto interessante. Vlahovic e compagni giungono da un Mondiale deludente e, per le qualità di cui dispongono, sarebbero chiamati a una riscossa. Pavlovic, Milinkovic-Savic, Tadic sono ottimi giocatori, ma temo che ancora non riusciranno a esprimere tutto il loro potenziale anche perché, per diversi motivi, non vengono proprio da un periodo stupefacente. L’ex laziale, autentica stella, ha militato in Arabia. Con il massimo rispetto, non si tratta di un torneo di primissima caratura. La Slovenia andrà in Germania con la volontà di non ricoprire il ruolo di vittima sacrificale. E’ possibile, ma è difficile possa avere un risultato sorprendente che, peraltro, ha già ottenuto strappando il pass. Risultato? Potrebbe rosicchiare dei punti alle avversarie impedendo loro di avere a disposizione il terzo posto per qualificarsi.
GIRONE D
Il girone D vede Polonia, Austria, Francia e Olanda. I transalpini arrivano da un Mondiale vinto e uno perso ai calci di rigore della finale. In mezzo c’è stato un Europeo che avrebbero potuto dominare, ma per motivi non legati al loro valore, è finito molto male. In sostanza, ricordano molto le Furie Rosse che tra il 2008 e il 2012 hanno fatto razzia di tutti i mari. I Galletti sono forti. Anzi, fortissimi. Dovrebbero vincere un gruppo non certamente banale. Gli Oranje potrebbero rappresentare una piacevole sorpresa. La difesa a tre composta da de Ligt, van Djik e Aké desta interesse così come il duo in mediana formato da Rejinders e de Jong. C’è tanta qualità. Per Depay valga il discorso fatto per Morata e attenzione pure a Gakpo. Peccato per la mancata convocazione di Zirkzee. Dopo anni bui, ultimamente hanno rialzato il livello e lo dimostrano i recenti risultati di Mondiali, Europei e Nations League. Questo girone potrebbe essere spezzato in due tronconi annullando così la possibilità di avere una migliore terza. Polonia e Austria sembrano disporre di meno risorse. Gli ultimi sono una nazionale in crescita che abbiamo eliminato con grande fatica dal torneo continentale del 2021. Lewandowski e compagni sono un’eterna delusione. Mi si passi il termine. A ogni competizione si dice che potrebbero fare bene poi non raggiungono mai il risultato sperato. Non credo che in un girone così complesso possa esservi una loro sorpresa.
GIRONE E
Il girone E è formato da Ucraina, Slovacchia, Belgio e Romania. Pare essere uno dei gruppi più semplici del torneo. L’eterna incompiuta nazionale di Bruxelles, ormai, vede lentamente spegnersi la recente propulsione che avrebbe potuto condurla più lontano di quanto realmente fatto. I nomi restano, gli anni passano. De Bruyne è come Peter Pan, non invecchia mai. Il discorso è diverso per i vari Castagne, Vertonghen e, forse, anche Lukaku. Crociato e menisco di Courtois lo tolgono dalla lista ed è una tegola non indifferente anche se, in finale di Champions, ha dimostrato che avrebbe potuto salire sull’aerao per la Germania. La boccata di aria fresca è portata da Torssard e Doku. Sono loro due i nomi che potrebbero far saltare il banco insieme alle novità portate dal ct Tedesco. La responsabilità non è poca, ma il gruppo dovrebbe essere un ostacolo più che superabile. La Slovacchia ritroverà Calzona, allenatore “prestato” al Napoli, che non ha avuto successo in serie A. Al suo fianco, c’è nientepopodimeno che Marek Hamsik. E’ una garanzia. La spina dorsale della squadra è questa: Skriniar, Lobotka, Suslov. Non è malaccio e lo dimostra l’ottimo girone di qualificazione. Credo che la lotta con l’Ucraina per il secondo posto sia aperta, ma vincibile. Quando si tratta della nazionale dell’est, il pensiero va sempre a dinamiche ben più importanti del calcio. Ciò detto, gli uomini di capitan Zinchenko hanno dimostrato tutto il loro valore in un gruppo molto complesso con Italia, Inghilterra e Macedonia del Nord. Sono arrivati terzi “facendoci sudare le note sette camice”. Sono passati dalle forche caudine dei playoff e si ritrovano all’interno di una competizione dove credo faranno bene. Il loro terzo posto potrebbe valere gli ottavi anche perché la Romania non è propriamente una nazionale devastante. Sta crescendo e dopo anni fantascientifici ha vissuto un periodo nero come la pece. Ora è pronta a riaffacciarsi al grande calcio, ma serve tempo.
GIRONE F
Ed eccoci giunti all’ultimo girone con Portogallo, Turchia, Repubblica Ceca e Georgia. Anche queste sono citate nel possibile ordine di arrivo finale. Ronaldo, all’ultimo ballo, ha pescato un girone piuttosto semplice. Martienz, protagonista dei tanti piazzamenti della nazionale belga, è chiamato a riportare i lusitani sul trono d’Europa. Non sarà un compito semplice soprattutto perché le stelle cominciano ormai a sentire il peso degli anni. Pepe e CR7 sembrano ancora protagonisti e insieme sfiorano gli 80 anni. Si punterà su Leao, autore di una stagione altalenante, i soliti Bernardo Silva e Bruno Fernandes, ma anche Vitinha pare essere un ottimo prospetto. Si attende un cambio generazionale, ma non credo avranno troppi patemi nel girone. La Turchia di Montella ha disputato un fantastico gruppo di qualificazione. Calhanoglu e compagni sono in fase espansiva e dopo la comparsata a Euro2020 sembrano avere altri piani per il torneo in partenza. E’ una nazionale in “fase adolescenziale”, ci si può attendere di tutto, ma credo che il secondo posto sia alla portata. Considerato che il miracolo georgiano, targato Kvara, è già stato compiuto con l’accesso alla competizione, ritengo che anche la Rep. Ceca possa avere la chance di accesso agli ottavi come migliore terza. Vent’anni fa la squadra di Praga faceva tremare l’Europa e avrebbe avuto le carte in regola per vincere quel titolo poi finito nelle mani della Grecia di Otto Rehhagel. Sono trascorsi periodi difficili e, come per la Romania, la Cechia sta provando a riaffacciarsi nel calcio che conta.
To be continued…

