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Anno nuovo, vita nuova: gli obiettivi dello sport italiano nel 2025 disciplina per disciplina

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Abbiamo modificato il modo di calcolare il tempo. La routine, la quotidianità, il lavoro, la scuola hanno cambiato la maniera di interpretarlo. Ci si accinge alla fine dell’anno solare. Sarebbe tempo di bilanci e di propositi. La realtà, però, è che molti di noi considerano questo momento la metà del percorso perché somme e prospettive si avanzano in estate quando l’autunno riporta dentro la normalità di una stagione di passaggio e ricca di pause. Le feste natalizie rappresentano uno stop and go. Anzi in parecchi non vantano nemmeno la chance di poter ricaricare un pochino le batterie. Questo vale soprattutto nello sport dove, per esempio, calcio, basket, pallavolo sono proprio nel bel mezzo dell’annata. A ogni modo, in questo periodo, è giusto provare a trarre delle conclusioni e crearsi delle prospettive. Come stiamo andando nelle varie discipline? Quali sono i target per il 2025?

CALCIO

Il calcio è ancora lo sport più praticato e più amato in Italia. A livello di nazionale, vive sicuramente un periodo piuttosto complesso, ma non così negativo come sembra voler far passare buona parte dell’opinione pubblica. Il 2024 è stato l’anno della brutta figura azzurra agli Europei in Germania. In realtà, siamo arrivati cotti al momento clou e ultimamente ci capita troppo spesso. Era successo nel 2018 con la mancata qualificazione al Mondiale. La storia si è ripetuta nel 2022 e anche a Euro2024. La Nazionale, però, si sta ricostruendo dopo le gioie del 2021 quando siamo saliti sul tetto del Continente con una generazione che, quasi in maniera inaspettata, ha portato a un trionfo proprio alla fine del suo ciclo. Gli azzurri hanno dovuto abbandonare pilastri come Bonucci, Chiellini, Verratti e Jorginho che rappresentavano la colonna portante di quei successi. Mancini ha giustamente lasciato la nave dando il largo al nuovo che avanza e porta il nome di Spalletti. Lo stesso ct toscano ci ha impiegato più del previsto ad adattarsi a un ruolo nuovo che ultimamente sta interpretando in maniera migliore. Ha capito che qui deve solo assecondare e accompagnare. Le sue idee di calcio passano in secondo piano per porre avanti a tutto le necessità del singolo momento. Non c’è il tempo di costruire, ma solo quello per amalgamare. La Nations League in atto è un obiettivo anche se il quarto di finale, che si giocherà con match di andata e ritorno, nel mese di marzo contro la Germania non rappresenta certo una passeggiata di salute. La sconfitta con la Francia nell’ultimo turno del girone ci ha complicato e non poco il cammino. Se riuscissimo a passare, nel mese di giugno vivremmo la Final Four, altrimenti inizieremo la qualificazione per il Mondiale del 2026. Quello è il reale obiettivo di questo 2025 azzurro. Dobbiamo assolutamente riuscire a essere presenti in America tra un anno e mezzo. 

A livello di club, invece, la situazione è decisamente migliore e la cresciuta non è altalenante come quella della nazionale. Dal 2022 abbiamo disputato ben 7 finali europee conquistandone soltanto una. Significa che manca l’ultimo passo, ma la strada è quella giusta. L’impresa è riuscita soltanto all’Atalanta che ha portato a Bergamo la scorsa Europa League. Ora, però, siamo in rampa di lancio e pare di essere tornati negli anni 90 quando c’erano le note “7 sorelle” del calcio italiano. Ora sono qualcuna di più: Inter, Milan, Juventus, Fiorentina, Roma e Lazio rappresentano la continuità, ma a loro si aggiungono Napoli, la citata Dea e pure il Bologna che sono andate a sostituire il Parma, non ancora del tutto ripresosi dopo l’epopea targata Calisto Tanzi.

BASKET

La nazionale di basket non vive il suo periodo migliore e la mancata qualificazione per le Olimpiadi di Parigi ha fotografato bene il momento. Anche in questo caso pare mancare lo sprint per ritagliarsi un ruolo importante del palcoscenico mondiale. Pozzecco ci sta provando in tutti i modi e la prossima estate ci sarà l’Europeo. Può essere un’occasione da sfruttare per mettere il marchio. D’altronde, in questa disciplina, non siamo mai stati esattamente dei fulmini di guerra.

Se Sparta piange, Atene non ride e anche i club faticano a imporsi a livello continentale. Sono anni che Olimpia Milano e Virtus Bologna ci rappresentano in Eurolega, ma non riescono a superare i playoff che seguono l’iniziale campionato. Anche in questa stagione, le due società stanno sudando tremendamente e occupano la parte bassa della graduatoria. La crisi coinvolge in particolare le V Nere.

PALLAVOLO

E’ uno sport che ha sempre sorriso ai colori azzurri sia nella sua versione maschile che in quella femminile e continua a farlo. Le Olimpiadi degli uomini non sono state le migliori della storia, ma le donne hanno conquistato un fantastico oro che in un certo senso era pure inaspettato. C’è poco da migliorare anche perché la criticata versione maschile giungeva comunque da un Mondiale conquistato nel 2022 e un Europeo perso soltanto in finale. Pure a livello di club si parla di vittorie a raffica. Siamo i re del volley e questo primato sembra piuttosto saldo.

TENNIS

Le liete note proseguono con il tennis e Jannik Sinner che ha vissuto il 2024 sul tetto del mondo. Il numero uno ha trionfato in ben due Master: Australian Open e US Open. Ha vinto, poi, le Finals oltre ad altri importanti tornei del circuito. Su di lui pesa la possibile, e ipoteticamente assurda, condanna per doping. Non servirà più molto tempo per assistere al verdetto pronto per l’inizio del 2025. Giustizia Sportiva permettendo, l’obiettivo dell’altoatesino potrebbe essere quello di migliorare lontano dal cemento che è certamente la sua superficie preferita. Sarà, quindi, la fase centrale della stagione a dover marcare il salto di qualità che lo condurrebbe diritto al livello di Djokovic, Nadal e Federer. Rolland Garros e Wimbledon sono i talloni d’Achille di questo atleta straordinario e non mi stupirei che perdesse il trono di Melbourne proprio per farsi trovare al meglio durante l’estate. Il tennis azzurro, però, non è solo Sinner e lo dimostrano sia la vittoria in Coppa Davis che quella in Bllie Jean Cup, versione femminile della citata competizione. Centrare la terza insalatiera consecutiva potrebbe essere il target italico, ma credo che la felicità deriverebbe maggiormente dalle vittorie che i nostri atleti conquisteranno durante il resto della stagione.

CICLISMO

I successi di Pantani seguiti da quelli di Nibali sembrano ormai un lontano ricordo. Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel stanno monopolizzando il ciclismo internazionale e il nostro movimento si deve inchinare allo strapotere di tali atleti. Lo ha fatto Ganna nella crono Olimpica di Parigi e lo ha dovuto fare pure Tiberi al Giro d’Italia. Sono loro gli atleti di punta, quelli su cui l’Italia cercherà di fare riferimento in futuro. Soprattutto l’ultimo, però, ha ancora tanta strada da fare per raggiungere il livello top che ha mostrato di potersi porre come obiettivo con un quinto posto nell’ultima corsa rosa e con successi importanti a livello giovanile. L’obiettivo dichiarato del 2025 sembra proprio nuovamente puntato sul Giro dove sarebbe stupendo anche solo riconfermare il piazzamento del 2024.

NUOTO, SCHERMA E ATLETICA

Nuoto, scherma e atletica sono discipline di cui purtroppo ci si dimentica e tornano in voga soltanto durante il periodo olimpico. Come se per 4 anni finissero nel dimenticatoio e dovessero lavorare in sordina per garantire gioie durante quel noto mese. A Parigi, il primo ha rappresentato una conferma con un tantino di amaro in bocca perché, forse, ci si sarebbe attesi un po’ di più. Il secondo, invece, è stato deludente, mentre il terzo ha rappresentato una piacevole novità. Gli obiettivi del 2025 sono presto detti: il nuoto deve definire un ricambio generazionale ormai quasi del tutto compiuto. La scherma deve ritrovarsi dopo il marasma dell’avventura francese e l’atletica confermare la crescita dei tanti talenti esibiti in Francia, con un enorme punto interrogativo sulla stella principale, Tamberi. Cosa farà Gimbo?

SCII E SPORT INVERNALI

Siamo in pieno inverno. E’ il loro momento. Lo scii italiano ha sempre rappresentato una garanzia e continua a farlo soprattutto nel femminile dove Sofia Goggia pare eterna, infinita, ma anche Brignone e Bassino non sono da meno. Il 2025 sarà un anno di transizione perché molto vicino a quello Olimpico che, tra l’altro, si disputerà proprio in casa. Il 2026 riporta la kermesse invernale in Italia 20 anni esatti dopo Torino 2006. Allora fu un grande successo. Pure Milano e Cortina non vogliono essere da meno.

MOTO GP

Il 2024 italiano non ha sorriso e tutto dipende da Pecco Bagnaia che non è riuscito a centrare il suo terzo titolo mondiale consecutivo passando il testimone allo spagnolo Martin. La delusione non è completa perché il Team Pramac, in cui correva l’iberico, è nostrano ed è satellite di Ducati. Il marchio bolognese è ormai da anni leader assoluto del motomondiale. L’obiettivo del 2025 è proprio quello di rivedere il tricolore sul tetto del globo, magari con il pilota torinese per cercare di ricostruire l’epopea vissuta con Valentino Rossi, non a caso scopritore del piemontese. Insieme a Bagnaia, però, si tiferà anche Bastianini, Morbidelli, Marini, Di Giannantoni e Bezzecchi. Questo senza dimenticare l’Aprilia che, proprio con Jorge Martin, cercherà di “rubare” il trono a Ducati. Si prospetta un intrigante duello tricolore.

FORMULA UNO

La carrellata si conclude con la Formula Uno e la Ferrari che cambia pelle. Il 2025 sarà l’anno di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo salirà sulla Rossa con l’obiettivo di aiutare a costruire una monoposto in grado superare Verstappen e le Mclaren. E’ possibile perché l’esperienza del britannico risulterà fondamentale anche per la crescita di Leclerc. Il 2024 è stato un anno positivo, ma è già da 3 stagioni che il team di Maranello mostra segnali confortanti. La lotta fino all’ultimo GP con le frecce papaya per la classifica costruttori ha fotografato il punto massimo di sviluppo dopo alcuni anni bui. Il titolo piloti manca da 2007 mentre quello costruttori dal 2008. Hamilton e il vuoto di potere dovuto alla crisi Red Bull possono essere la svolta giusta per portarne subito a casa uno. Bisognerà essere lesti nel non farsi “fregare” dalla Mclaren.

 

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