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Sta nascendo una nuova Juventus: più esperta e bianconera

Chiellini

L’acido desossiribonucleico o deossiribonucleico (sigla DNA, dall’inglese DeoxyriboNucleic Acid) è l’acido nucleico che contiene le informazioni genetiche per lo sviluppo, l’omeostasi e la riproduzione di tutti gli esseri viventi conosciuti. Questa definizione è di Wikipedia. Ogni entità, quindi, ha una sua essenza. Filosoficamente si potrebbe affermare così. La Juventus non è esclusa e, come ogni altra società calcistica necessita, nei suoi vertici apicali, di persone che conoscano a menadito tale sport, ma anche che trasudino i colori di quella maglia.

Per chiarire la prefazione, occorre riguardare la storia recente della società bianconera. Il primo peccato capitale risale al 2018, quindi, tanto “recente” non è. Se qualcuno pensa all’acquisto di CR7, non è in linea con questo pezzo. L’origine di ogni male è l’addio di Beppe Marotta. E’ il dirigente più abile e potente d’Italia. E’ colui che ha i rapporti migliori ad alti livelli e non è un qualcosa di deprecabile. Anzi, tutt’altro. Da qui, occorre fare un bel salto temporale e passare al 2020 quando il covid bloccò il pallone, vuotò gli stadi per una stagione e mezzo e provocò ingenti danni alla Vecchia Signora che tanto si era esposta economicamente. In ultimo, ecco il discorso legato alle varie sanzioni sportive del 2023.

A quel punto è iniziato un percorso molto simile a quello che la Juventus avviò dopo Calciopoli. La differenza può essere soltanto nel risparmio di tempo legato alla stagione in serie B che i bianconeri hanno rischiato grosso anche in questo caso, ma sono riusciti a evitare. Come nel 2006, anche nel 2023, i vertici sono stati completamente azzerati. Elkann ha preso in mano la situazione e ha posto suoi uomini di fiducia nelle posizioni apicali della Vecchia Signora. Allora erano Cobolli Gigli e Blanc, questa volta Ferrero e Scanavino. Prima di tutto, i sabaudi cercarono di risistemarsi e resettare l’aspetto extracalcistico e così hanno fatto anche in questa occasione con il solo Giuntoli come timoniere sportivo. Le colpe affibbiate all’ex ds del Napoli sono in realtà meriti perché le varie cessioni dolorose di calciatori come Soulé e Huijsen sono servite per risanare l’aspetto finanziario che era l’obiettivo essenziale di queste ultime due stagioni. Il vero “anno zero”, quindi, non è quello appena conclusosi, ma quello precedente e la stagione alle porte sarà, invece, “l’anno zero” a livello sportivo. I vertici della Vecchia Signora sono sempre stati molto chiari su quali fossero gli obiettivi recenti e hanno costantemente parlato di qualificazione alla Champions puntualmente raggiunta. Nel 2024 sono riusciti persino ad andare oltre conquistando la Coppa Italia. Nella stagione appena trascorsa, invece, il percorso nella detta competizione e in Europa non è stato positivo.

Ora la musica potrebbe modificarsi perché i cambiamenti in programmi riguardano anche il settore sportivo. Il motto potrebbe essere “la Juve a chi si intende di calcio” o persino “la Juve agli juventini”. La situazione pare evolversi in tale direzione con Chiellini, già integrato nel sistema dirigenziale bianconero, che andrà ad assumere un ruolo ancora più importante e, in futuro, potrebbe persino salire sul gradino più alto. Per ora, stando a Calciomercato. com dovrebbe gestire la “parte politica”.  La figura nuova, invece, si chiama Damien Comolli. E’ un 50enne francese con alle spalle una carriera da calciatore, allenatore e infine dirigente. Ultimamente era presidente del Tolosa con cui ha raggiunto una promozione in Ligue 1. Il club è legato a RedBird Capital Partners sono anche alla guida del Milan. Sempre stando alla citata fonte, a Torino, potrebbe ricoprire il ruolo di Francesco Calvo oppure quello di Giuntoli o, perché no, affiancare il toscano, la cui posizione non pare più così salda. L’altro nome caldo è quello di Matteo Tognozzi, laureato in lingue, che ha già avuto esperienze da osservatore in serie D e C oltre che in vari club europei. Conosce bene la Vecchia Signora perché ha collaborato con Paratici prime e Cherubini poi. Se Chiellini e Tognozzi sono chiamati a portare “juventinità”, Comolli potrebbe essere fondamentale dal punto di vista delle scelte calcistiche. Ferrero e Scanavino non erano stati selezionati per quel compito e potrebbero lentamente lasciare il testimone.

In sostanza, la Juve tornerebbe a vedere al suo interno figure apicali che conoscono di calcio e che amano la Vecchia Signora e questo rappresenta la base più solida possibile per costruire qualcosa di positivo dal punto di vista sportivo. A una casa, però, servono le fondamenta e, senza il sudore la fatica delle ultime due stagioni, non si sarebbe potuto sperare in nulla di solido.

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