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Italia: parte la qualificazione al Mondiale, chi sceglierà Spalletti?

spalletti

Ci sono dei giorni in cui non ci si rende conto che proprio quel momento potrebbe essere una sliding door. Per la Nazionale Italiana di calcio, questo è uno di quelli. Venerdì 6 giugno 2025, gli azzurri giocano la gara più importante da un anno a questa parte, quando il 29 dello stesso mese, la Svizzera li cacciò con un 2-0 senza appello agli ottavi di Euro 2024. Non me ne voglia la Nations League, torneo sicuramente importante, ma preparativo rispetto a ciò che è l’attualità. Oggi si parla di qualificazione al Mondiale che, tra 365 giorni circa, si disputerà nel continente nord-centro americano. Tutti sono a conoscenza di quanto accaduto nelle ultime due occasioni con le accoppiate Spagna-Svezia e Svizzera-Macedonia del Nord che ci sono costate l’addio ai tornei disputati in Russia e Qatar. E’ dal 2014 che non partecipiamo alla kermesse. E’ inutile ribadire che la storia negativa è già stata scritta in maniera abbondante. E’ ora di virare.

Il format delle qualificazioni è chiaro e non si sposta tanto da quello che ci è costato molto caro nelle ultime due edizioni. Bisogna vincere il girone perché il secondo posto vale gli spareggi che comprendono raggruppamenti di quattro squadre con due semifinali e ultimo atto in gara secca. La classifica attuale della serie di squadre che dovremo affrontare dice Norvegia 6, Estonia 3, Israele 3, Italia zero, Moldova zero. Occorre precisare, però, che gli azzurri non hanno ancora disputato alcun match perché precedentemente impegnati nei quarti di finale di Nations League. La graduatoria, però, è molto chiara. Per arrivare primi, bisogna vincere sempre e lo step più difficoltoso potrebbe essere la partita di questa sera, a Oslo, contro Halaand e compagni. Trionfare in Scandinavia sarebbe un tassello fondamentale. C’è chi sostiene che pure il punto non è da disdegnare perché poi li dovremo affrontare in casa, ma la storia si ripete e questo ragionamento, nel 2021, ci costò la qualificazione in Qatar.

E’ finito, quindi, il tempo delle prove. Ora bisogna raccogliere i frutti. Punto. Massimo Ranieri cantava: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato ha dato“.  Quello che si poteva progettare, si è progettato. Ora Spalletti deve passare alla fase due. Al di là della tattica, con un 3-5-2 che pare ormai assodato, servono dei punti fermi. Quali?

PORTIERI

Per quanto riguarda il ruolo di portiere, pare che giustamente ormai ci siano pochi dubbi. Donnarumma è capitano della nazionale e campione d’Europa in carica con il suo Psg. E’ l’estremo difensore più forte del mondo e serio candidato al Pallone d’Oro. I suoi vice dovrebbero essere Meret, scudettato con il Napoli, e Vicario, vincitore dell’Europa League.

DIFENSORI

In questo reparto, le idee sono più confuse: Calafiori, Bastoni, Buongiorno e Di Lorenzo sono la base su cui lavorare. I vari Gatti, Ranieri, Scalvini, Gabbia, Coppola, Comuzzo e Rugani sono alcune possibili alternative. Chiaramente esiste lo spazio per le sorprese della stagione che inizierà tra poco più di due mesi. Sembrano davvero tagliati fuori, invece, Acerbi e Mancini, ormai in rotta di collisione con Spalletti.

CENTROCAMPISTI

Nonostante il ciclo sia finito, il nucleo fondante pare ancora quello interista con Barella e Frattesi praticamente certi di essere pedine importanti. Un ruolo chiave sarà anche quello di Tonali così come Ricci a cui sembra affidata la regia. Si alternerà con Rovella, altro possibile punto fermo. Locatelli è quasi certo di aver recuperato la nazionale dopo averla perduta è non essere stato convocato nemmeno all’ultimo Europeo. I dubbi, quindi, sembrano minori rispetto ad altri reparti. Restano in corsa giovani come Casadei, Pisilli oltre a Fagioli o possibili novità future.

ESTERNI

A sinistra, “le jeux sont fait”: Dimarco e Udogie, a meno di clamorose vicende, saranno le scelte di Spalletti. A destra, invece, la questione è un pochino diversa con Cambiaso e Zappacosta favoriti, ma attenzioni anche ad altri profili come Bellanova e Ruggieri.

ATTACCANTI

Anche qui la situazione è aperta a varie opportunità. Nel ruolo di punta centrale, Retegui e Kean sono 10 passi avanti alla concorrenza che potrebbe chiamarsi Lucca, ma attenzione pure a Scamacca che rientrerà dopo una stagione ai box. Dodici mesi, tuttavia, sono lunghi e le potenzialità dell’attaccante romano sono note. Come spalla, invece, Raspadori pare certo del posto. Occorrerà valutare, invece, molto bene la posizione di Orsolini che, a Bologna, sta vivendo annate straordinarie e meriterebbe una maglia in azzurro. Bisognerà capire se Chiesa è recuperabile e se Daniel Maldini è all’altezza di queste responsabilità. Non va dimenticato, poi, che in under 21 c’è un certo Baldanzi. Sono tutti papabili e si attendono soprese.

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