Città diverse, categorie diverse, stesso stadio e stessi obiettivi. Questa è la strana storia che due società emiliane stanno vivendo: così lontane, ma anche tanto vicine. Reggiana e Sassuolo si sono incrociate raramente, ma in realtà i loro destini sono avvinghiati, uniti, baciati dallo stesso sole quasi soffocante della Pianura Padana e di un impianto di proprietà neroverde che tanto ha fatto discutere. I tifosi granata non sopportano questa situazione. La ritengono un esproprio della loro casa che ora viene loro locata. Dal canto suo, la società acquirente l’ha reso un gioiello tanto da consentirgli di ospitare la nazionale, partite dell’Europeo Under 21, finali di Champions del calcio femminile, l’Europa League… Sono visioni del calcio diverse, quasi diametralmente opposte. La fatica e il “macchiavellismo” contro la ricchezza e la progettazione sassolese, ma il target sarà il medesimo.
I neroverdi hanno appena conquistato la promozione in serie A che avevano perso dopo 11 anni. Una sola stagione in purgatorio per tornare immediatamente in paradiso. E’ servito quasi a ripulirsi l’anima. E’ sembrata una penitenza necessaria a seguito di un’annata completamente sbagliata dove il Sassuolo si era un po’ perso, distratto e aveva dimenticato il suo dna. Non sarà un campionato semplice perché si affronteranno avversarie competitive. Se Pisa e Cremonese, all’apparenza, potrebbero assomigliare a vittime sacrificali, il torneo potrebbe dare tutt’altro responso. Piazze come Parma, Cagliari, Lecce e Verona potrebbero darsi battaglia per non retrocedere sino all’ultimo istante e in questa bagarre rischia di finire anche il Sassuolo che dovrà effettuare un calciomercato importante. Detto della conferma di Grosso come allenatore, se l’anno scorso si è deciso di mantenere la medesima ossatura anche per riconoscenza dei giocatori forti, ma deludenti verso la società, quest’estate qualcosa potrebbe cambiare. E’ quindi una sliding door. Moldovan ha detto addio, Turati sembra abbia la valigia in mano, per la porta, i neroverdi paiono intenzionati a puntare sul figlio d’arte Klinsmann. Ha vissuto un’ottima stagione a Cesena, ma resta comunque una scommessa. Nella mediana, dopo 6 anni, Obiang, vicecapitano, ha salutato la truppa. In attacco, Laurieté sembrerebbe pronto per un’avventura in Premier e, per sostituirlo, si fanno tanti nomi, tra cui Colpani del Monza. Cosa farà Berardi? Volete un’opinione? Resta! Il Capitano è ormai una delle ultime bandiere. Si prevede, comunque, una preseason turbolenta e con tante incognite per effettuare una mini rivoluzione, ma questa società è pronta.
La Reggiana, invece, ha raggiunto la sua seconda salvezza consecutiva in serie B e, dalle parti di Piazza Prampolini, un risultato simile mancava da 30 anni. La prossima cadetteria sarà complessa perché, al cospetto di vittime illustri come Cittadella, Brescia e Salernitana, arriveranno società con tanta fame e tradizione come l’Avellino, il Pescara e il Padova. La Virtus Entella, poi, non va sottovalutata e tradizionalmente sulla via Emilia crea sempre qualche problemuccio. In tal categoria è sempre difficile effettuare pronostici, ma altre compagini che potrebbero lottare per la salvezza portano il nome di Carrarese, Mantova e SudTirol. E’ chiaro che è tutto molto prematuro e, a oggi, si possono effettuare soltanto ipotesi campate per aria. Al contrario della cavalcata neroverde verso la serie A, l’ultimo campionato dei granata è stato molto complicato. Ne ha pagato le spese il ds Pizzimenti che è stato sostituito da Fracchiolla. Va ammesso, il cv non esalta perché si parla soprattutto di serie C e l’esperienza in B con il Lecco non è stata delle più esaltanti. Spesso, però, l’apparenza inganna. E’ confermato, invece, mister Dionigi che ha compiuto una vera e propria impresa centrando una salvezza che si era fatta molto complessa. E’ un reggiano con il cuore granata. Ora è tempo di calciomercato e di comprendere come la proprietà si impegnerà anche in relazione a qualche voce relativa ai una possibile cessione del patron Amadei.

