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L’Inter come il Gattopardo: è ora di cambiare il ciclo

marotta

Tancredi Falconeri, principe del Gattopardo, noto romanzo di Tomasi di Lampedusa, afferma: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi“. Lui intendeva che l’aristocrazia siciliana ottocentesca avrebbe dovuto assecondare un cambiamento di facciata per non perdere i propri privilegi. L’Inter, invece, per riuscire a restare al vertice necessita di modifiche forti e reali. Il ciclo è finito e quanto accaduto al Mondiale per Club è soltanto l’onda lunga di Monaco che, a sua volta, lo è di un’annata vissuta sulle montagne russe. Non va dimenticato che il quadro è quello di zero titoli. Il calciomercato è ancora lungo, ma per certe situazioni serve parecchio tempo che ormai comincia a stringere.

ALLENATORE

Mi piace pensare che Simone Inzaghi, scegliendo di trasferirsi all’Al-Hilal, abbia constato la fine del suo lavoro ad Appiano. Dopo 4 stagioni, comunque tante, erano venute a mancare le premesse per proseguire insieme. La media dei progetti con uno stesso mister ormai si aggira sui 3 anni. La separazione, quindi, sembra naturale. La scelta del successore, invece, rappresenta un’autentica scommessa, al momento assolutamente ingiudicabile. Non è così, ma l’impressione fornita è che la Beneamata si sia fatta trovare impreparata dopo la decisione presa dal piacentino. Chivu è un tecnico in rampa di lancio. I confronti sono assolutamente ingiusti, ma ricorda un tantino quanto fece la Juve dopo l’esonero di Sarri dando a Pirlo la gestione del team. E’ chiaro che una differenza è evidente. Il bresciano non aveva mai allenato, mentre il rumeno ha un passato anche recente con le 13 panchine vissute a Parma e una salvezza guadagnata in una stagione che si era complicata. Christian, poi, conosce bene l’ambiente nerazzurro essendo stato protagonista dell’impresa del 2010 con la conquista del triplete e, almeno inizialmente, pare proseguire sulla falsariga del gioco del suo predecessore. Il modulo è il 3-5-2 che viene interpretato in maniera più verticale rispetto al recente passato.

PORTIERI

Il ruolo del portiere è sicuramente quello in cui l’Inter ha minor bisogno di cambiamento. Sommer è una garanzia di continuità e di serenità all’interno del gruppo. Martinez sembra accettare di buon grado la posizione di vice. E che vice… Di Gennaro, invece, sarà la terza scelta.

DIFENSORI CENTRALI

in questo reparto, c’è bisogno di rinnovare. Il nome caldo è quello di Leoni, difensore 18enne del Parma che tanto ha fatto bene nella scorsa stagione. E’ dotato di grande fisico che lo rende capace nel gioco aereo, ma anche di qualità nell’impostazione. Insomma, considerata la giovane età che può ingannare, pare un difensore completo. Vale uno sforzo economico anche perché l’ambiente interista sembra quello giusto per crescere. Sarebbe in compagnia di difensori molto capaci da cui potrebbe apprendere senza avere subito troppe responsabilità. Nella logica delle cosa, a lasciargli spazio, in virtù del ruolo e dell’età, dovrebbe essere uno tra Acerbi e De Vrij. Per il resto, a parte l’uscita di Palacios e Vanheusdens, vi sarebbero solo conferme. Il riferimento è a Pavard, Bisseck e Bastoni.

Possibile difesa Inter:  Pavard, Bisseck, Acerbi, De Vrji, Bastoni.

Difesa Inter consigliata da Parlando di Calcio: Pavard, Bisseck, De Vrji, Leoni, Bastoni.

ESTERNI

In questo reparto è tutto molto chiaro. I titolari delle corsie sono sicuramente Dumfries, a destra, e Dimarco, a sinistra. Il vice dell’olandese sembra essere il nuovo arrivato Luis Henrique. E’ stato visto al Mondiale per Club, ma ha necessità di ulteriori prove. Non ha convinto al 100percento. Spesso si è “incaponito” in giocate un po’ fini a se stesse e dribbling. Sicuramente le capacità aerobiche non mancano e nemmeno il bagaglio tecnico, ma Darmian potrebbe rappresentare ancora una maggiore garanzia. A sinistra, invece, Zalewski ha disputato una buona seconda parte d’annata e poi c’è Carlos Augusto che, come l’ex capitano del Torino, è fondamentale per la sua duttilità. Entrambi, infatti, possono essere schierati pure come braccetti difensivi. Buchanan, invece, è in uscita.

Possibili esterni Inter: Dumfries, Luis Henrique, Darmian, Dimarco, Zalewski, Carlos Augusto.

CENTROCAMPISTI

Questo è il reparto dove l’Inter potrebbe avere necessità di maggiori interventi. L’agente di Calhanoglu ha recentemente affermato che il turco non si muoverà da Milano e lo stesso atleta ha confermato. Potrebbe essere un errore per ambo le parti, squadra e calciatore. Dopo quanto accaduto nel post partita di Inter-Palmeiras, con l’eliminazione dei nerazzurri dal Mondiale per Club, e la successiva diatriba tra il numero 20 e capitan Lautaro, la situazione non pare delle migliori. Il turco ha vissuto 4 fantastiche stagioni ad Appiano e sembra giunto il momento della separazione. Nel caso servirebbe dunque un regista perché Asllani è una discreta riserva, ma non può essere la guida del centrocampo dell’Inter. Il nome ideale potrebbe essere quello di Xakha. E’ esperto e capace. Anche Mkhitaryan sembra giunto alla fine del suo ciclo. D’altronde la carta d’identità non mente e 37 anni non sono proprio pochi. Il suo sostituto, però, i nerazzurri potrebbero già averlo tra le loro fila ed è Frattesi. L’italiano ha avuto poca considerazione con Inzaghi ed è uno dei rari interrogativi che lascia l’avventura del tecnico emiliano sulla panchina interista. Una mediana composta dall’ex sassolese, lo svizzero e Barella potrebbe essere all’altezza di quella precedente. Non va poi dimenticato Zielinski che non ha vissuto una prima ottima stagione nerazzurra, ma a cui dev’essere concesso ulteriore tempo. La Beneamata dovrà anche decidere cosa fare con Sucic. Girarlo in prestito tornando sul mercato per un altro mediano o confermare lui? Akinsanmiro e Stankovic, invece, sono sul piede di partenza.

Possibile centrocampo Inter: Mkhitaryan, Zelinski, Calhanoglu, Asllani, Frattesi, Barella, Sucic.

Centrocampo consigliato da Parlando di Calcio: Frattesi, Zielinski, Xakha, Barella, Asllani, Sucic.

ATTACCANTI

Anche per quanto concerne l’attacco, in uscita, si muove meno di ciò che dovrebbe essere. Sembra quasi che non si accetti la realtà di un ciclo che ha già superato la sua data di scadenza. Lautaro è il capitano, ma perché, dopo quello che è successo con Calha, segno evidente di uno spogliatoio in difficoltà, non si procede a una separazione che porterebbe, peraltro, suon di milioni nelle casse nerazzurre?! In questo caso servirebbe chiaramente un’altra seconda punta, ma si parla di fantasie perché il Toro non lascerà la sua amata. Lookman in entrata è senz’altro una strada da percorrere perché è perfetto sia in coppia con il francese, ma anche con l’argentino. Se poi Chivu volesse virare sul 3-4-2-1 “gasperiniano”, il nigeriano saprebbe già cosa fare. A completare il reparto ci sono Bonny, forte fisicamente a ottimo vice del figlio d’arte, e Pio Esposito, anche lui attaccante di grande prospettiva, ma prima punta. L’atalantino, quindi, serve come il pane perché unico “vice” di Lauti. Taremi, invece, è destinato a lasciare.

Possibile attacco Inter: Lautaro, Thuram, Lookman, Pio Esposito, Bonny.

Attacco Inter consigliato da Parlando di Calcio: Lookman, un vice, Thuram, Pio Esposito, Bonny

Possibile Inter: Sommer; Pavard, De Vrji, Bastoni; Dumfries, Mkhitaryan, Calhanoglu, Barella, Dimarco; Lautaro, Thuram.

Possibile Inter B: Martinez; Bisseck, Acerbi, Augusto; Luis Henrique, Zielinski, Asllani, Frattesi, Zalenwski; Lookman, Bonny.

Inter consigliata da Parlando di Calcio: Sommer; Pavard, Leoni, Bastoni; Dumfries, Barella, Xakha, Frattesi, Dimarco; Lookman, Thuram.

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