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Questo calcio si allontana dai tifosi

serie a

Il mondo cambia molto rapidamente. L’esempio più banale è il covid che, in circa due anni di chiusure, ha influito notevolmente sul nostro stile di vita. Tali modifiche stanno succedendo anche al calcio che è parte del sistema. Per esemplificare in modo semplice si pensi alle cinque sostituzioni, ma probabilmente è l’accadimento meno pesante.

I fattori da tenere in considerazione sono due: il primo è legato all’ambito finanziario, il secondo al campo. Il fair play finanziario e altre normative molto ardue da comprendere per chi non è del mestiere rendono ormai la vita particolarmente complessa alle varie società. Gli effetti economici degli ultimi anni, tra cui anche quelli dettati dalla pandemia, hanno reso la situazione parecchio più preponderante all’interno del sistema. Ogni stagione vi sono società sotto la lente d’ingrandimento dell’UEFA e questo comporta loro l’impossibilità di programmare il futuro con estrema certezza per lungo tempo. Il problema è chiaramente soprattutto legato a chi deve operare nel settore, ma a cascata ricade sui media e infine sui tifosi che sono sempre sul chi va là e faticano a godersi appieno il risultato.

L’esultanza strozzata è il classico fardello del var. A questo punto si converge verso tematiche di campo. Questa tecnologia esiste dal 2017 e siamo stati il primo paese a sperimentarla. La situazione legata a tale fattore sta precipitando. In sostanza non ci si capisce niente. Vi sono normative cavillose e astruse che sovente “recano danno” allo spirito del gioco. Il var doveva essere utile per perfezionare il calcio, ma è noto che la ricerca di tale elemento rischia di ritorcersi contro chi la vorrebbe. E’, infatti, impossibile da raggiungere. Si parla, e in serie C persino si sperimenta, della prova tv a chiamata. Anche questo, però, non risolverebbe totalmente il problema in quanto, per esempio, l’entità del contatto va filtrata solo dal campo. In sostanza, il var non migliora il calcio.

Questo gioco, ormai, si sta allontanando dai tifosi e non è un pensiero retrograde o poco moderno. E’ un’analisi percepita della realtà. Forse occorre fare un passo indietro per non inciampare volendo correre troppo in avanti. Si sta aggrovigliando la matassa.

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