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Calciomercato Juventus: cosa fare in estate (parte 1)

spalletti

Un’altra stagione di transizione. La storia recente della Juventus si fonda sul concetto baconiano di pars destruens e costruens. Nel 2020, è iniziata la distruzione delle certezze con gli addii di Pjanic, Costa e Higuain che avevano fatto seguito a quelli di Khedira e Mandzukic. Nella stagione successiva, poi, è tornato Allegri ma, a fine anno, hanno salutato capisaldi come Chiellini e Dybala. L’anno dopo è stata la volta di Bonucci e Cuadrado così l’opera si è completata. Dal 2023-2024, sempre con il tecnico livornese in panchina, è iniziata la fase di costruzione di una nuova Vecchia Signora che aveva l’obiettivo di essere giovane e sostenibile. Da allora, però, sono passati 4 allenatori: il citato toscano, Motta, Tudor e Spalletti, ma nulla è cambiato. Il massimo risultato conseguito, al di là della Coppa Italia vinta al primo anno, è il raggiungimento della zona Champions League.

Anche in questa terza stagione di costruzione, a meno di miracoli impensabili e praticamente impossibili, la Juve può ambire soltanto al quarto posto che diventa vitale in ottica finanziaria. Non va dimenticato, infatti, anche la possibile procedura UEFA per FPF che potrebbe portare a una sanzione economica, ma anche a una sportiva. La più temuta, che pare scongiurata, è l’esclusione dalle competizioni. Più probabile che vi sia una limitazione del numero di giocatori da inserire nelle liste per le coppe. La qualificazione alla prossima Champions, stando ai media, potrebbe garantire circa 70 milioni che diventano fondamentali sia per i parametri del fair play finanziario che di quelli della sostenibilità del prossimo calciomercato. Il rischio, altrimenti è di dover affrontare una sessione praticamente a saldo zero e cioè o restare immobili o cedere un big.

Alla luce di questo, è già il momento di iniziare a pensare al futuro e alle varie esigenze. Cosa dovrebbe fare la Vecchia Signora cercando di bilanciare quanto scritto sopra quindi senza esagerare in ogni caso con le spese? Il problema della rosa bianconera sembrano essere le “finiture”. La base c’è. Le fondamenta sono solide. Si necessita di personalità e qualità. Ciò serve in ogni reparto.

To be continued…

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