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Cagliari-Juventus 1-3: la sveglia è suonata tardi, per lo Scudetto serve l’impresa

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Troppa cattiveria. Troppa fame. Troppa intensità per una squadra che si sta trovando e che, se avesse giocato sempre così, forse, avrebbe vissuto una stagione diversa. Ora, seppur con una gara in meno, si trova a 10 punti di distacco dall’Inter. Tanti, troppi anche questi in considerazione del fatto che i nerazzurri sono bravi e fortunati. Hanno centrato 8 vittorie consecutive. Le ultime, però, hanno mostrato qualche sintomo di fatica controbilanciato da un forte contributo della Dea Bendata. I successi su Parma, Atalanta e Torino sono giunti con una tribolazione alquanto importante. Se vogliono avere una speranza, i bianconeri hanno il dovere di vincere le ultime 12 senza guardare troppo ai risultati della Beneamata. Chiaramente, Milan permettendo. Ma, con il massimo rispetto, lo spauracchio è quello nerazzurro. Tronando alla gara odierna, la particolarità è la presenza contemporanea di Chiesa, Kulusevski, Ronaldo e Morata. Funziona, soprattutto in contropiede. La differenza, però, l’ha fatta la rabbia agonistica.

Semplici sceglie il 3-5-2. Nandez è a tutta fascia. L’ex Rugani è nel cuore della difesa. Pirlo replica con il 4-4-2/3-5-2. Ci sono alcune sorprese soprattutto in mediana. Danilo è nel cuore del reparto con Rabiot e Kulusevski. Dentro anche Chiesa, Morata e Ronaldo. Dopo un avvio equilibrato, CR7 pesca il gol del vantaggio. La rete arriva su piazzato. Il portoghese svetta. Bianconeri avanti. Più tardi i sardi protestano per un colpo del lusitano su Cragno. E’ solo giallo. I rossoblù provano a rispondere, ma lasciano spazio in contropiede. Una gran manovra conduce al tiro Morata. Il portiere para. Una seconda opportunità spedisce Cris a tu per tu con l’estremo difensore avversario che lo stende. Rigore. Dal dischetto si presenta ancora Ronaldo. Due a zero. La Vecchia Signora oggi ha troppa fame e CR7 non vuole lasciare neanche le briciole. Gran tiro. Tre a zero. Game, set and match.

La ripresa inizia con una botta di Marin da fuori. Sczcesny si oppone. Al 60′ Simeone trova il 3-1. Adesso i sardi spingono e ci provano con convinzione. Sembra che pesino i minuti di recupero della sfida contro il Porto, ma la Juve reagisce. Rabiot e Bonucci sfiorano il poker. Nel finale, i rossoblù spingono e Cerri calcia di poco a lato. Niente da fare. Finisce così.

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