No! Non è proprio un buon momento per il pallone. La questione della Superlega non è l’unica a tenere banco perchè ora ne nasce un’altra molto rilevante sull’assegnazione dei diritti televisivi per la prossima serie A. Ma andiamo con ordine…
Se si pensava che la querelle legata al nuovo torneo, durato per ora 2 giorni, si risolvesse con poco, si resta purtroppo delusi. L’esecutivo Uefa di ieri non ha proceduto a sanzionare i 12 scissionisti, ma si è riservato di farlo in futuro. Servono pareri legali che tutelino le decisioni del maggior organo calcistico europeo. Ceferin non placa la sua funesta ira e continua a “minacciare” le squadre. Questa volta il messaggio è diretto soprattutto a Juventus, Milan, Real e Barca che ancora non paiono avere lasciato definitivamente il progetto. Parlando ad Associated Press ribadisce che i team devono scegliere tra Superlega e Uefa. Non c’è via intermedia. Se vorranno disputare le competizioni organizzate dall’ente di cui è leader dovranno abbandonare ogni altra ipotesi. Per quanto attiene, invece, alla Lega Serie A, stando alla Gazzetta dello Sport, sui club scissionisti vi saranno conseguenze. Quali? La Rosea ipotizza innanzitutto che siano coinvolti i singoli dirigenti delle squadre che hanno aderito all’iniziativa richiamando alle dimissioni. Con questo braccio di ferro, però, si rischia una stagione di ricorsi che ferirebbe il pallone. Occorre trovare una mediazione. So che i tempi potrebbero non essere maturi, ma non si ha molta scelta e mi auguro si andrà in tale direzione.
Non è finita. A proposito della nostra massima categoria. Stando al Sole 24 Ore, 2 giorni fa, Sky avrebbe presentato ricorso al fine di bloccare l’assegnazione dei diritti televisivi per il triennio 2021-2024 a Dazn e Tim. L’udienza sarebbe fissata per il 5 maggio. Momento complicato.
A proposito del tema Superlega vi propongo un pezzo scritto per VivoPerLei di Calciomercato.com

