Cristiano Ronaldo lascerà la Juventus? Mancano 6 giorni alla fine del calciomercato. La sentenza definitiva sta per arrivare. Si parla davvero tanto della possibilità che CR7 saluti Torino per altri lidi. Le mete più papabili sono Psg e Manchester City. Sono sincero. Non credo partirà. Ammetto, però, che è soltanto una sensazione personale e che non ho particolari informazioni a riguardo. Potrei sbagliarmi come feci con Messi. Ritenevo non finisse in Francia, invece, presi un granchio. Nel marcato può capitare.
Ieri, dal Qatar, è spuntato un tweet che ritraeva Cristiano e Leo con la maglietta del Psg e si domandava in 3 lingue se potesse essere vero. Qualcuno ne ha letto un indizio. Pare, però, non giungesse dall’ambiente intorno ad Al Kelhaifi, patron dei rossoblù. Anche la panchina del portoghese contro l’Udinese è stata vista da molti come una possibilità concreta d’addio, ma Nedved ha affermato che rimarrà a Torino e lo stesso ha fatto Allegri. In molti sostengono che il lusitano voglia lasciare la Juve e il suo agente, Mendes, stia lavorando proprio a questo.

E’ difficile, però, piazzare un calciatore dall’ingaggio di Cristiano. Si parla di 30 milioni a stagione. Ronaldo, come Messi, non è semplicemente un atleta. E’ un’impresa vera e propria. Trattare il suo cartellino significa anche trovare opportune soluzioni per marchi e altro. Non è semplice ed è praticamente impossibile chiudere trattative simili in una settimana. Non posso sapere se, in realtà, ci si adoperasse già da tempo per trovare soluzioni. Nel caso, però, sarebbero stati davvero abili nel depistare i media perché questi ultimi hanno avuto la sensazione che partisse, ma mai hanno raccontato l’affare in modo univoco e unilaterale come accadde, per esempio, quando Cris sbarcò a Torino. Qui si è sempre parlato di più storie e possibilità di approdo. A differenza di Messi, tranne che la prima amichevole in cui era ancora in vacanza e l’ultima in famiglia, Ronaldo ha disputato tutto il precampionato bianconero da protagonista. A Udine è entrato realizzando un gol, poi annullato, che sarebbe stato decisivo. Questo l’aveva condotto a un’esultanza sfrenata che non aveva il tipico sapore dell’addio. Ai posteri l’ardua sentenza.
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