Scroll Top

Italia sconfitta dalla Spagna: dai fischi a Donnarumma all’eliminazione, dove si può migliorare?

Donnarumma

Nelson Mandela affermava che Lui non perdeva mai: o vinceva o imparava qualcosa. Credo sia un ragionamento assolutamente perfetto. Le sconfitte devono essere affrontate con quella mentalità perché, dalla batosta, occorre sempre trovare il bicchiere mezzo pieno. Ciò è utile sia per il morale che per il futuro.

L’Italia è stata sconfitta dalla Spagna ed eliminata dalla Nations League la cui finale si giocherà domenica sera a Milano tra gli iberici e la vincente di Francia-Belgio. Gli azzurri, invece, scenderanno in campo nello stesso pomeriggio, “all’Allianz Stadium” contro la perdente. Quali sono le informazioni che il gruppo di Mancini deve avere immagazzinato da questa sconfitta? Innanzitutto è in atto un’immensa polemica per i fischi piovuti su Donnarumma. Consentitemi di non concordare. Finché l’atteggiamento non raggiunge l’insulto, non si può tappare la bocca al pubblico. Questo è il customer dello spettacolo. Occorre che un minimo di spazio, lo abbia. Non si deve essere forzatamente politically correct. E, ripeto, non intendo giustificare certi atteggiamenti eccessivi. Ma, giocando a San Siro e conoscendo la storia tra Gigio e il Milan, non so cosa la gente si sarebbe attesa. E’ vero che il giocatore vestiva la maglia della nazionale. E’ realistico che la riconoscenza per quanto accaduto all’Europeo avrebbe dovuto esservi, ma si parla di fischi. Non vi trovo nulla di particolare. Dovremmo, invece, comprendere che l’Italia non gioca soltanto quando ci sono le importanti kermesse estive. La Nations League non aveva certo il fascino del torneo appena vinto, ma ho notato troppo distacco. In queste soste, il pensiero dell’ambiente generale è rivolto ai club. E’ un male che si paga. La Spagna è parsa più decisa ed efficace. Se si vuole vantare un ruolo di dominio del pallone mondiale, bisogna essere sempre sul pezzo.

Poi? Beh… si passa a questioni più tecnico-tattiche. Nella difesa a quattro, Bastoni non è ancora pronto. I grandi palcoscenici li ha calcati sempre in un reparto a tre. E’ necessario che l’interista switchi e, soltanto con la nazionale, non sarà facile. Lavoro per Mancini perché Alessandro è molto forte e non può essere tagliato. La punta manca come il pane sulla tavola. Purtroppo, è il tallone d’Achille della nostra nazionale. Insigne non può fare il falso nove in quanto non è sufficientemente famelico sotto porta. Ieri, un suo errore è costato tanto, troppo. Se avessimo pareggiato prima dell’espulsione di Bonucci… Immobile e Belotti sono ancora fondamentali all’interno di questo gruppo e dietro loro urge crescere Kean, Scamacca e Raspadori.

Peccato, la Nations League casalinga era un’opportunità. L’Europeo è certamente una grassa consolazione e i campioni rimarremo sempre noi, ma si rosica ed è giusto così.

Vi potrebbe interessare anche questo pezzo scritto per VivoPerLei di Calciomercato.com

Blog: Primo check stagionale: come sono le gerarchie in Serie A? – Articolo di Giovanni Terenziani (calciomercato.com)

Privacy Preferences
When you visit our website, it may store information through your browser from specific services, usually in form of cookies. Here you can change your privacy preferences. Please note that blocking some types of cookies may impact your experience on our website and the services we offer.