In bocca al lupo Stefano Tacconi. In questi giorni non mi sento di iniziare diversamente un pezzo dedicato all’ex grande portiere della Juventus che sta combattendo per la vita all’ospedale Sant’Antonio e Biagio di Alessandria. Il suo futuro è in mano a se stesso, ai medici e, per chi crede, soprattutto a Dio. Quest’ultimo pare anche il pensiero di suo figlio Andrea che, come riportato da Tuttosport, afferma: “In questo momento c’è solo da aspettare e da pregare“. Come noto, l’ex estremo difensore, nella giornata di sabato, ha subito un’ischemia che l’ha posto in una condizione davvero molto critica.
Stefano Tacconi è nato a Perugia il 13 maggio 1957. La sua carriera è iniziata proprio da quelle parti con la maglia dello Spoleto, nota località turistica umbra. E’ passato, poi, alla Pro Patria prima del Livorno e della Sambenedettese. Da lì si sposto ad Avellino prima dei grandi anni alla Juve per chiudere nel 1994 con i colori del Genoa. Ha 7 presenze in Nazionale e ha vissuto pure un’Olimpiade con cui ha centrato una medaglia di bronzo. In Piemonte, Stefano ha centrato 2 Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa, una Supercoppa Europea e una Champions League. Sì, nella notte dell’Heysel, c’era lui. Tacconi ha sempre ricordato quella serata anche con grande tristezza.
Non si può fare altro che augurargli il meglio e, come sostiene il figlio Andrea, pregare per Lui.

