Non è calcio. Lo si precisa immediatamente, ma il covid torna a far parlare di se nello sport con il tennis. Matteo Berrettini salterà il torneo di Wilmbledon, uno dei 4 slam, per la positività. Primariamente ci si augura che l’atleta stia bene e recuperi il prima possibile. In secondo luogo è interessante raccontare i fatti. La scoperta della malattia è giunta con i sintomi che hanno condotto il romano a sottoporsi al test. Non c’è bolla e non esistono obblighi. Il secondo Wimbledon dopo la pandemia è uguale al periodo pre coronavirus. Se il ragazzo fosse stato asintomatico, probabilmente, nessuno si sarebbe accorto di nulla. Detto del fatto prettamente sanitario, che è il più importante, è davvero un peccato perché Berettini risultava tra i favoriti per il trionfo finale e dovrà rinunciare alla kermesse. L’Italia sportiva risente di quanto accaduto e si dispiace per un uomo che aveva appena trionfato in due tornei su erba dopo un grave infortunio.
Al di là del tennis e della paura di focolaio che nasce ora nel circuito, ciò che spaventa è la forte crescita dei contagi. Anche gli altri sport vivono un momento di ripresa con gli stadi e i palazzetti gremiti. I protocolli sembrano ormai un ricordo anche all’interno dei gruppi squadra? Come si riprenderà? Quanto accaduto dopo le vacanze natalizie di sei mesi fa è un grattacapo non indifferente con la maggior parte delle discipline per qualche turno e la serie A, unica categoria del calcio a non fermarsi, che ha visto più rinvii. Non si vuole sicuramente ritornare in una simile situazione, ma quanto accaduto a Wimbledon è quantomeno un campanello d’allarme.

