“Buckingham Palace ha diffuso un comunicato, dice che la Regina si è spenta serenamente a Balmoral oggi pomeriggio. Il re e la regina rimarranno a Balmoral stasera e torneranno a Londra domani“. Con questo comunicato, giunto alle 19.30 italiane, la BBC ha diffuso la notizia della scomparsa di Elisabetta II, la Regina d’Inghilterra, gettando nello sconforto il Commonwelth. E’ naturale che sia così. Settant’anni di regno rappresentano qualcosa di più unico che raro. Solo Luigi XIV è stato più longevo. L’Inghilterra e i popoli a lei collegati perdono una guida come la Chiesa Anglicana che lascia il suo capo. Sarà sostituita dal figlio, Carlo III, che a 73 anni diventa il Re insignito più anziano. Il Regno Unito vivrà 10 giorni di lutto e anche ciò è assolutamente capibile.
La comunicazione è fondamentale, però, vorrei sottolineare un aspetto. E’ normale che attorno a Sua Maestà vi sia grande tristezza per il suo ruolo e tutto ciò che ha fatto in una vita davvero magnifica. Ciò detto, non si può mancare di rimarcare che sono in atto guerre e situazioni in cui se ne vanno persone anche in tenera età. La Regina, pur provocando grandi sofferenze, aveva 96 anni. Ha vissuto un’esistenza straordinaria e probabilmente è anche giusto che lasci il testimone ad altri. E’ chiaro che di fronte alla morte, la tristezza regna sempre sovrana.
Il fatto ha conseguenze anche sullo sport con la Premier League che si ferma nel weekend come tutti le altre nel Regno Unito. Ora occorrerà sapere cosa accadrà nei prossimi 10 giorni. La prossima settimana vi saranno anche la Champions League e l’Europa League. Il Napoli, per esempio, dovrebbe giocare a Glasgow contro i Rangers. Il dubbio regna sovrano. Se è comprensibile che lo sport britannico si fermi, è meno capibile che possa essere a rischio una gara internazionale. Ora si vive uno stato di limbo in cui vi sono 6 gare su 16 di Coppa Campioni a rischio. Sono troppe. Cosa accadrà? Salterà l’intero turno? Cosa deciderà l’Uefa?

