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Federer si ritira: il saluto di Parlando di Calcio

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Chiedo scusa. Sì, chiedo scusa per il colpevole ritardo con cui scrivo questo pezzo. Roger Federer meritava subito un grande plauso, ma capirete che gli impegni di questa vita frenetica prendono anche me. Gestisco questo blog con  passione e amore, ma devo fare i conti anche io con la mia esistenza. Detto questo eccomi qui a omaggiare il Re tramite Parlando di Calcio. Sono enormemente fiero di farlo. Ammetto, non mi sono mai schierato né della sua parte, né da quella di Nadal o Djokovic anche se ho una leggera simpatia per il serbo. Detto ciò, riconosco che lo svizzero possa avere avuto i crismi del numero uno di tutti i tempi. Magari non lo sarà in termini di trofei e di vittorie, ma lo è a livello globale. E’ un giocatore affascinante e di una classe mai vista. Questo è oggettivo. Ve lo dico da uomo che crede molto nella libertà di pensiero e di opinione che, in alcuni casi, si trasforma in “libertà di gusto”, ma ogni tanto occorre accettare il pensiero di chi se ne intende.

Federer, Nadal, Djokovic… Siamo stati fortunati perché abbiamo vissuto il “triello” più magnifico della storia del tennis. Roger ha vinto 20 slam, un’infinità, tra cui 7 Wimbledon dove era il più amato. A ciò si aggiungono 7 Australian Open, 5 US Open e un Roland Garros.  Questo senza contare le Finals ATP conquistate e la Coppa Devis. Insomma, si ritira il migliore di tutti i tempi che, pur con un carattere ritenuto da alcuni non propriamente umile, ha portato pure un’enorme ventata di eleganza e signorilità all’interno del tennis ed è noto: lo sport con racchetta e palline si nutre di tali caratteristiche.

In bocca al lupo, Roger.

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