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Calendario Juventus: salvare l’Europa League è un obbligo

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Non ci sono più parole. Non ci sono più scusanti e non esiste più il bicchiere mezzo pieno. La situazione della Juventus, attualmente, è tragica. E’ sicuramente la peggiore dal 2011 in poi. E’ il momento maggiormente complicato da quando Conte si è seduto sulla panchina dei bianconeri. Si torna, quindi, ai tempi di Delneri e dei due settimi posti consecutivi.

Ma qui siamo messi peggio? Beh… La questione Superlega e politiche del pallone incidono parecchio. La Vecchia Signora, come Real Madrid e Barcellona, sono imbrigliati in questa lunga attesa. La Corte di Giustizia Europea dovrà sentenziare e stabilire se l’operato dell’Uefa sia regolare o meno. Al netto di ciò, il calcio può modificare totalmente la sua struttura sia a livello di decisione che di tornei. Dal canto suo, il principale organo del football continentale, se l’avesse vinta, vorrebbe sanzionarle pesantemente lanciando un monito a tutti. E’ chiaro che questo non è un pensiero piccolo, come non lo è l’aspetto economico molto negativo dei piemontesi.

In questo senso, però, le parole del Presidente Andrea Agnelli hanno fatto ben sperare. Il numero uno dei bianconeri, finalmente, si è presentato davanti ai microfoni a parlare del momento negativo della squadra. Il rampollo non ha mai fatto mancare la sua presenza, ma ultimamente parlava quasi esclusivamente di questioni extra campo. Insomma, la dirigenza c’è ancora anche per ciò che riguarda il rettangolo verde. Allora perché non esonerare Max Allegri? Agnelli ha sostenuto che la Juventus non è abituata ai cambi in corsa e che la situazione verrà valutata alla fine della stagione. Ma la questione è molto grave e la squadra rischia di aver gettato un’annata già in autunno. La distanza dalla vetta della classifica non è risicata e soprattutto il cammino europeo pare compromesso. Se la qualificazione in Champions è ormai una chimera, anche quella in Europa League si è complicata parecchio. La Juve è ancora davanti al Maccabi grazie alla differenza reti. I criteri Uefa, infatti, dicono che, in caso di parità di punti tra due o più compagini, si decide in base alla differenza reti negli scontri diretti o, se sono in parità, al numero di gol segnati in questi. Se si è ancora in situazione di stallo, si osserva la differenza reti generale. Gli italiani sono a -2 e gli israeliani a -4. Questi due centri tengono, quindi, la squadra di Allegri nella seconda competizione continentale per club, ma le prossime gare saranno decisive.

C’è chi sostiene che l’EL sia più un peso che un utile. Non sono assolutamente d’accordo. “Ogni buttata è persa” e bisogna fare di tutto per rientrare in carreggiata raggiungendo tutti gli obiettivi possibili.

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