Mancini d’Arabia, signori. Ormai è ufficiale con tanto di avvenuta presentazione. Le indiscrezioni lanciate dalla Gazzetta dello Sport hanno fatto centro. Lo jesino sarà il ct che, a suon di 25 milioni annui circa, proverà a condurre i sauditi alla qualificazione mondiale, torneo dove, nell’ultima edizione, hanno battuto l’Argentina che ciccò il debutto per poi salire sul trono.
“Mi hanno trattato come il mostro di Firenze“. Sono le parole riportate da più di un media e rilasciate dal Mancio. Ora il paragone è chiaramente un’iperbole ma, se inteso in tal senso, è la nuda verità. Si dice: “dalle stelle alle stalle” e non è giusto. Il marchigiano è stato osannato per averci condotto sul tetto d’Europa soltanto due anni fa. E’ stato perdonato, non da tutti, per il fallimento mondiale ed è stato condannato sulla pubblica piazza per la scelta di lasciare la Nazionale e di accasarsi in quella araba. Il motivo è sempre lo stesso. Si riconduce tutto al vil denaro, ma magari non è così. Anzi, in questo caso, ne abbiamo la certezza perché Roberto ha spiegato i motivi del suo addio all’azzurro. E’ stato un problema di collaboratori. L’ex ct voleva determinati uomini e non li ha avuti. Sono sinceramente molto stanco di questo malcostume tipicamente italico di non credere alle versioni dei diretti interessati per dar voce, invece, a supposizioni di terzi.
Gli attacchi che sta subendo Mancini sono assolutamente ingiustificati. Ora Spalletti è sul trono, ma saprà molto bene che, nel Nostro Belpaese, basta davvero poco per scendere. Non vale, purtroppo, solo per il mondo del calcio, ma in tutti gli ambiti. Se si segue il mainstream non vi è assolutamente alcun problema. Non appena si decide di variare le proprie vedute, si viene messi alla gogna anche da parte di molti media. Mancio ha fatto bene a lasciare un Paese con tali prerogative. Mancio ha fatto bene ad abbandonare una nave dove si da gran voce alle parole di un ad, Fenucci, che fanno riferimento a un grave episodio a suo sfavore dimenticandosi, però, che, nella stessa partita, la sua compagine ha usufruito di qualche svista. E i media? Solo pochi hanno riportato i fatti nella loro globalità. Mancio ha fatto bene a lasciare un’Italia in cui i processi sportivi si celebrano prima che lo stesso fatto sia osservato dalla Giustizia Ordinaria.
Buona fortuna mister!
Ha fatto bene!

