“Oi vita oi vita mia…” era il ritornello calcistico più in voga di qualche mese fa quando il Napoli dominava la serie A e, prima dell’incredibile debacle contro il Milan, spaventava anche l’Europa prendendosi i complimenti del futuro campione, Pep Guardiola. Il 4 maggio, giornata molto nota nella Città Partenopea perché per consuetudine legata allo “sfratto” cioè il trasloco delle famiglie da un’abitazione all’altra, gli azzurri hanno conquistato lo Scudetto sul campo dell’Udinese. Da lì pare che qualcosa si sia rotto.
Sono successi più accadimenti: l’estate ha portato in dote l’addio di Spalletti che ha salutato il capoluogo campano da eroe del tricolore. Al suo posto, all’ombra del Vesuvio, è sbarcato Rudi Garcia. Tra le Alpi e gli Appennini, sedi dei due ritiri del Napoli, si è discusso del rinnovo contrattuale di Osimhen, il cui accordo con il club di DeLa scade nel 2025, quindi, non proprio così vicino. L’avvio di campionato non ha condotto ai risultati che forse qualcuno si attendeva e solo la trasferta di coppa a Braga ha sorriso. Nel calderone è arrivato il caso legato a Tik Tok, noto social media, con un post ironico, finito sul profilo del Napoli, ironico nei confronti dell’attaccante nigeriano e non gradito né da lui, né dal suo agente. Quest’ultimo ha manifestato tutto il disappunto mentre Osi ha levato dai suoi profili i simboli azzurri per poi festeggiare ed esultare come parte solida del gruppo dopo il largo successo contro l’Udinese nel infrasettimanale di serie A.
Insomma, non benissimo! Si nota confusione, ma da un certo punto di vista è normale. Dopo un grande successo che mancava da 33 anni, un attimo di sbandamento del sistema è assolutamente ammesso anche in quanto qualche cambiamento importante diventa obbligato per non assopire l’ambiente. L’Inter, per esempio, dopo il triplete ha impiegato una decina di stagioni per tornare al vertice. Il paragone non regge perché i nerazzurri, nel frattempo, hanno attraversato pure due cambi di società, ma rende l’idea. Il Napoli pare avere fatto la scelta, corretta, di provare a raggiungere un ottimo risultato in Champions e, dopo l’addio di Spalletti, Garcia sembra la scelta più azzeccata. Il francese ha sempre dimostrato un buon attaccamento alla competizioni a eliminazione diretta. In tal senso, un rallentamento entro confine è legittimo. Al transalpino serve tempo e pazienza per integrarsi e al fine di riuscire a trovare il migliore feeling con campioni come Osimhen o Kvara, ma meglio avere un rapporto schietto e diretto piuttosto che tenere nell’animo certi sentimenti che poi finiscono per sfociare in un putiferio. Non preoccupano neppure troppo, almeno per il momento, le vicende extracampo con giudizi che sono nelle mani della Giustizia Ordinaria, ma già più volte valutati da quella Sportiva.
Il reale problema, invece, potrebbe essere rappresentato dal rinnovo contrattuale di Osi. Questo sì, ora come ora, è un allarme che inizia a suonare. Sicuramente il Napoli non deve prestare il fianco alla parte del nigeriano che gli suggerisce di andarsene. Quanto accaduto su Tik Tok non deve succedere perché allontana il giocatore da una Città molto passionale in cui rovinare il rapporto con la piazza può diventare preludio a un certo addio, magari anche ricavando meno di ciò che potrebbe essere il reale valore economico. Si è iniziato a discutere del rinnovo troppo prematuramente e, con due stagioni da disputare, è chiaro che una lunga trattativa potrebbe essere logorante per le parti, soprattutto per un ragazzo di 25 anni che vive lontano dalla famiglia e dai luoghi d’origine. Non ci si può mai scordare che, nonostante questi uomini siano privilegiati sotto molti aspetti, restano esseri umani con l’essenza uguale a quella di tutti gli altri. Il Napoli non può permettersi di scialacquare un pezzo da novanta come Osimhen. E’ vero che nessuno è insostituibile ma, se addio sarà, va fatto nel migliore dei modi.

