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Il Var non funziona: toglietelo!

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Alda Merini afferma: “A tutti voi auguro un Natale con pochi regali ma con tutti gli ideali realizzati“. In questi giorni di festa, il mondo del calcio rischia di prendere alla lettera l’auspicio della scrittrice perché è recente la sentenza della Corta di Giustizia Europea che, contro ogni pronostico, ha concesso a un’eventuale Superlega di ritagliarsi il suo spazio all’interno del pallone. Vi chiederete quale sia il collegamento di questo incipit con il tema principale del pezzo. Beh, i “malpensanti” lo notano subito. Molti di loro, infatti, associano le polemiche arbitrali e altri accadimenti natalizi con il citato atto dell’organo continentale. Cerco di essere più preciso.

Secondo il media tedesco Die Wielt, l’Uefa starebbe pensando di sanzionare il Barcellona con 2 o 3 stagioni fuori dalle coppe europee collegando la pena alla normativa sul fair play finanziario. Tale mannaia calerebbe sui blaugrana dopo che la Juventus ha patito una stagione di condanna sempre per il medesimo motivo. Entrambi i club hanno avuto, e attualmente detiene solo quello spagnolo, uno stretto legame con la Superlega. Vuoi vedere che… Non credo assolutamente sia così, ma è inutile nascondere che vi sia chi lo sostiene.

A questo punto mi collego con i fatti di campo e guardo alla serie A. L’Inter è stata la prima compagine ad abbandonare il progetto pagando la lauta somma prevista dalla clausola rescissoria per potere lasciare la nave. Ad eccezione di Real Madrid e Barcellona, tutte le altre società protagoniste del “golpe” di aprile 2021, hanno avviato le procedure di uscita, ma non sono arrivate all’ufficialità dell’addio. Ultimamente molti episodi arbitrali sono a favore della Beneamata. Ricordo quanto accaduto a Napoli con un fallo non fischiato di Lautaro su Lobotka da cui poi si è addivenuti al vantaggio firmato da Calhanoglu. Non è finita perché, contro il Lecce, esistono molti dubbi su un intervento di mano da cui è scaturita la punizione che ha condotto al gol di Bisseck, valido per l’1-0. Su quel risultato, ai salentini, il Var ha levato un rigore concesso dal direttore di gara per colpo di braccio di Carlos Augusto. Ho solo portato gli esempi più recenti che stanno pesando eccome sulla lotta Scudetto con la Juventus. Ciò soprattutto se si pensa che i bianconeri hanno patito errori contrari. Il riferimento è alla gara contro il Genoa dove è stato negato loro un penalty per fallo di mano di Bani e manca un cartellino rosso, con ogni probabilità ininfluente sul risultato del match perché avrebbe dovuto arrivare a pochi secondi dalla fine, per colpo proibito di Malinovski su Yildiz.

Come già scritto, ogni legame con la vicenda Superlega, al momento, non può che essere catalogato come illazione. Proprio per evitare di cadere in questo tranello, mi chiedo, perché si continua a persistere con uno strumento come il Var? Che senso ha? La tecnologia dovrebbe portare a una pseudo perfezione e non parlo di totalità solo in quanto è risaputo che l’essenza del nostro universo non la contempla. In realtà, siamo ben lontani da una parvenza di ciò in quanto praticamente ogni weekend si trovano episodi criticabili che coinvolgono la tecnologia. A questo punto, non se ne comprende l’utilità perché, al di là della risoluzione di qualche errore commesso dalla natura umana degli arbitri, tale strumento ha solo amplificato le polemiche. Gioco forza è così in quanto un conto è se sbaglia l’occhio del direttore di gara live, un altro è giustificare l’errore davanti al monitor. Tutto questo senza considerare quanto abbia levato all’emozione del gioco con esultanze consumate e rimosse tanto che ormai non si celebra neppure la rete nel momento in cui essa si muove, ma è ritardata di qualche minuto e, capite bene, non è la stessa cosa. Gli argomenti contrari alla tesi di tale marchingegno vanno anche a trattare di meritocrazia e qui si parla del fuorigioco. Il Var va a pescare offside talmente millimetrici che non possono essere dovuti alla bravura di un attaccante o di un difensore, ma soltanto alla fortuna. E’ un modo maniacale di controllare la verità quando forse sarebbe meglio lasciare totalmente alla vista dell’occhio umano quella che sarebbe una decisione, magari meno precisa, ma appunto più umana. Tali argomentazioni non tengono nemmeno in considerazione la confusione nell’utilizzo della prova televisiva perché una rete potrebbe essere annullata per fallo, ma se il gol arriva dopo azione di calcio d’angolo scaturito sullo stesso “episodio illegale” è valido. Questa vi pare giustizia?

Sono un sognatore e so molto bene che il Var sarà uno strumento definitivo del mondo del calcio, ma non smetterò mai la mia lotta per la sua abolizione e per un ritorno alla vera emozione di un gioco che di meccanico ha ben poco. Si parla spesso di romanticismo e ci si accanisce contro la Superlega, ma probabilmente non è quella il reale problema del pallone.

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