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Questa Inter è più forte della Juventus dei 9 scudetti consecutivi

simone-inzaghi

Quando non è il momento di effettuare una scelta, operare dei confronti non è mai piacevole e sovente diventa un inutile, quanto banale, esercizio di stile. Non ha uno scopo pratico, infatti, sostenere che quell’oggetto è migliore di questo o che tale casa è più bella dell’altra oppure che la tua automobile è più spaziosa della mia. Sono paragoni che si fanno, che a volta sorgono quasi naturali e potrebbero essere importanti per la nascita di un bisogno o quantomeno stimolanti per talune riflessioni, ma quest’ultimo scopo è l’unico risvolto concreto che si può notare.

Ci si chiede che senso abbia, quindi, questo pezzo. In effetti, è proprio l’ultima analisi a spiegare il concetto. Non ho la presunzione di essere spunto per la Juventus o per l’Inter, ma mi auguro di arrivare ai miei lettori. La domanda è: la versione attuale dei nerazzurri vale quelle bianconere che hanno portato ben 9 scudetti consecutivi sotto la Mole? La risposta è banale: sicuramente sì. O meglio, solo di alcune perché ad altre mi pare superiore. Sono i risultati a confermarlo. La squadra di Inzaghi è al livello della Vecchia Signora che, nel 2015 e nel 2017, raggiunse le finali di Champions League. Non a caso, nel giugno 2023, a Istambul a sfidare il City c’era proprio la Beneamata. Poi, però, si scava nel profondo e si nota che, osservando il punteggio, quella Juve ottenne quasi lo stesso numero di lunghezze con le medesime partite giocate, rispetto all’attuale Inter, soltanto nel 2013-2014 e nel 2017-2018. Nel primo caso, alla fine, raggiunse quota 102 punti. Nel secondo ebbe un calo finale dovuto probabilmente anche una “depressione” generale avuta dopo l’incredibile mancata rimonta del “Bernabeu” con un arbitraggio non ottimale. Numericamente parlando verrebbe quasi da pensare che l’Inter è persino più forte di quelle armate sabaude. Poi, però, si osserva che la Coppa Italia era ormai appannaggio piemontese mentre questa Inter ha fallito gli ottavi contro il Bologna. Al Biscione, poi, mancano due scudetti che potevano essere nelle corde, ma sono stati lasciati a Milan e Napoli. Allora, si potrebbe sostenere un controsorpasso della Juve. Insomma, analizzando i numeri, il mio titolo non sarebbe poi così giustificato.

Guardo, quindi, alle rose e alla formazione. Quel ciclo bianconero ha visto passare campioni assoluti ma, per un termine di paragone, si deve focalizzare la situazione a una stagione. La Vecchia Signora migliore delle 9 versioni dorate pare proprio quella che, a Cardiff, si sfilacciò di fronte a una delle compagini migliori della storia, il Real che vinse 3 Champions consecutive… Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Khedira; Cuadrado, Dybala, Manndzukic; Higuain. Devastante! Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Mikitharian, Calhanoglu, Barella, Dimarco; Lautaro, Thuram. Eh beh! Direi pari e patta! Di fronte a certe armate, mi sovviene solo un “Wow“. E le panchine? La Juve vantava uomini come Lichtsteiner, Benatia, Marchisio, Hernanes, Asamoah. Questa Inter, invece, può contare su De Vrji, Dumfries, Frattesi, Asllani, Sanchez. Il pareggio vale anche in questo caso, come si può sostenere per gli allenatori. Simone Inzaghi, ormai, ha raggiunto lo status di Max Allegri.

E quindi? Perché è più forte l’Inter? Il segreto sta nel valore della serie A. L’attuale campionato è molto più competitivo rispetto a quelli che la Juventus vinceva a mani basse. Non esiste un sistema oggettivo di comparazione dei valori, ma i dati non mentono. Il percorso delle squadre italiane nelle competizioni europee è attualmente molto importante. Due stagioni orsono, la Roma vinse la prima Conference League della storia. Nella trascorsa annata, la Fiorentina fu sconfitta in finale dal West Ham, mentre i giallorossi patirono lo stesso destino, per mano del Siviglia, in EL. Come già scritto, l’Inter fu beffato dal City. A qualcuno potrà apparire come una motivazione un tantino misera ma, se ci si riflette a fondo, si comprende che i numeri non mentono mai.

 

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