Se il proprietario di casa decide di non curarsi di essa, il maggiordomo cosa può fare? Nessuno si offenda, ma il paragone è piuttosto lampante. Dal momento in cui il “padrone” della corte sceglie che, per qualsivoglia motivo, non vi è più spazio per migliorie, per chi vi opera all’interno spendendo le sue fatiche diventa impossibile agire. Con ciò non si intende sostenere che Allegri non abbia alcuna colpa nella recente fase negativa della Juventus, ma il problema è superiore. Prima di tutto, occorre comprendere cosa voglia fare la John Elkann della società.
Questo è il grande interrogativo. Andrea Agnelli rappresentava una garanzia di amore nei confronti della Vecchia Signora e l’ha gestita sempre con grande passione. Purtroppo, il finale della storia non è stato positivo e, forse come Icaro, AA “si è fatto prendere la mano” con decisioni piuttosto forti e avventate. Non parlo solo dell’acquisto di Cristiano Ronaldo che, in realtà, non ha è stato un semplice vezzo, ma un affare. Non ha fruttato anche a causa del sopraggiungere del covid. Il riferimento è soprattutto alla Superlega, avventura che probabilmente ha rappresentato davvero un tentativo di estremo salvataggio di una situazione economica, non solo bianconera, in estrema difficoltà. Questo torneo è stato l’inizio della fine dell’era Agnelli. A cascata sono sopraggiunti, poi, il caso plusvalenze e la questione stipendi che hanno condotto allo scioglimento del precedente CDA.
La Juve, quindi, essendo nella galassia Exor, è rimasta nelle mani di uomini di fiducia del cugino di AA, John Elkann, grande erede della casata Agnelli. Gianluca Ferrero, esperto commercialista torinese, è divenuto Presidente, mentre Scanavino, già all’interno del Gruppo Gedi, ha assunto la carica di amministratore delegato. Con la sanzione di Cherubini, Calvo ha assunto le redini della gestione sportiva e, per qualche mese, Allegri ha rappresentato più di un semplice allenatore. Durante l’estate, per la parte di campo è arrivato il colpo Cristiano Giuntoli, uno dei migliori ds sulla piazza. E’ affiancato da Giovanni Manna, ma i due non hanno avuto enorme spazio di manovra a causa dell’esclusione dalle coppe e soprattutto delle nuove direttive finanziarie del club.
La domanda è: la prossima estate cosa accadrà? Qui avremo finalmente il riscontro più importante. I nuovi vertici bianconeri sono stati molto utili e competenti nel momento in cui hanno salvato il club dal baratro perché il rischio di uscire per parecchi anni dall’Europa era concreto e il patteggiamento ottenuto è stato fondamentale per mantenere viva la società. Al di là delle eventuali colpe che solo la giustizia ordinaria potrà verificare, la scelta di trovare un accordo con quella sportiva ha rappresentato un punto di partenza determinante. Ora, però, servirebbero uomini di calcio e, in particolare, juventini doc. E’ necessario che entri in società qualcuno che ha la maglia bianconera cucita sulla pelle e sappia trasmettere lo “stile Juve” ai tifosi. I nomi sono piuttosto semplici: Alex Del Piero, Giorgio Chiellini, Gigi Buffon o Michel Platini sono i primi che vengono in mente. Una carica importante affidata a uno di loro avrebbe lo scopo di essere di grande supporto a Cristiano Giuntoli come lo è stato Ibra al Milan. Il ruolo dev’essere formalmente pesante per garantire forza alla figura. L’addio di Giovanni Manna che, stando ai media, è promesso sposo del Napoli, potrebbe aprire a scenari importanti perché l’ex direttore sportivo azzurro potrebbe avere finalmente i suoi uomini. Nella fattispecie si tratta soprattutto di Giuseppe Pompilio, da sempre suo braccio destro. Un’altra carica dovrebbe essere affidata a Stefano Stefanelli, attualmente direttore sportivo del Pisa, ex calciatore con laurea in giurisprudenza. Ciò rappresenterebbe anche un maggiore spazio di manovra per Giuntoli. Pure questa è una prerogativa fondamentale per il futuro.
Non saranno nomi allettanti perché a scaldare il cuore dei tifosi sono soprattutto i campioni sul campo, veri protagonisti del teatro del calcio. Senza solide fondamenta, tuttavia, la casa non regge. Prima di parlare di allenatore o giocatori è necessario comprendere bene quella che sarà la struttura societaria e soprattutto le volontà di Elkann, altrimenti si rischia di trattare di “aria fritta”.

