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Inter a Oaktree, Juventus agli Agnelli: l’amore fa la differenza

Elkann

Makus Garvey, scrittore e poeta giamaicano, affermava: “Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici“. E’ praticamente il sunto di tutto il pezzo. Si può avere una passione ed è possibile anche coltivarla nel migliore dei modi, ma senza qualcosa che lega, sposa, il presente al passato, il futuro è sempre labile. Quanta fatica si fa a separarsi dalla casa lasciata in eredità dal genitore. Potrebbe persino essere più utile il vil denaro, ma non si riesce a vendere l’oggetto, in gergo tecnico il bene, in quanto si pensa sia un peccato mortale. La lacrima segna il viso e in quel momento si pensa di essere di fronte all’immobile più splendido del mondo perché la mente lo associa alla persona che lo ha lasciata facendo, magari, un immenso atto d’amore.

Questo vale anche per squadre di calcio. Le grandi Famiglie italiane sono l’arma vincente. I tifosi che vantano una simile garanzia possono essere alquanto tranquilli. E’ logico che ciò non vale in caso di grave crisi finanziaria della società, vedi il Parma di Tanzi, ma altrimenti è un’ottima sicurezza. L’esempio più palese è la Juventus. I bianconeri hanno vissuto anche momenti bui, i peggiori dovuti alla Giustizia Sportiva, ma sono sempre riusciti a uscirne e a tornare al vertice in tempi piuttosto brevi. Il periodo più lungo senza trofei è coinciso proprio con Calciopoli quando la Vecchia Signora fu retrocessa in serie B e non portò a casa trofei dal 2006, poi revocati, al 2012. Ha rappresentato un’eccezione più unica che rara in quanto, negli altri casi, il digiuno è durato massimo un triennio.

In questi giorni si parla molto di ciò che sta accadendo all’Inter con il passaggio da Suning a Oaktree, fondo americano che ne ha rilevato la maggioranza a causa di un mancato pagamento del debito della società cinese che aveva dato in pegno le quote. Per quanto concerne i supporter della Beneamata non dovrebbe essere un particolare problema in quanto gli statunitensi hanno le possibilità per garantire la continuità e non dovrebbero avere la volontà di gettare alle ortiche quando svolto finora, ma un ridimensionamento non è escluso al 100percento. E’ pur vero che la dirigenza dovrebbe rimanere la medesima e fattualmente è quella a gestire, ma per quanto? Lo stesso è recentemente accaduto al Milan con il passaggio a RedBird avvenuto subito dopo lo scudetto conquistato nel 2022. La nuova proprietà rossonera non ha diminuito il target, ma ha fatto praticamente piazza pulita rispetto al precedente modo di gestire la società e un nuovo inizio non è mai di semplice gestione. Non a caso, da allora, il palmares del diavolo parla di due stagioni a secco.

Sono un nostalgico e penso alla Roma di Sensi, al Milan targato Berlusconi o all’Inter di Moratti quando i tifosi erano tranquilli e sicuri rispetto all’amore del patron verso la società. In serie A, la cerchia delle proprietà doc si è ridotta di parecchio ed è un peccato. Si immagini l’Atalanta di Percassi e quanto di positivo sta facendo. Lo stesso vale, pure, il Sassuolo di Squinzi. E’ vero che oggi potrebbe non essere l’esempio ideale relativamente ai risultati sportivi, ma per anni ha insegnato a fare calcio ai massimi livelli. L’Udinese di Pozzo da decenni mantiene la massima categoria. Insomma, a parte rare eccezioni, le origini radicate sul territorio e la famigliarità tramandata sono sinonimo di continuità e soprattutto d’amore verso la squadra.

Parlando dettagliatamente del “caso Juventus“, qualcuno si chiede quali siano le volontà di Elkann rispetto al futuro. La domanda nasce anche pensando al passato. John aveva le redini di Madama negli anni bui del post Calciopoli quando “l’operazione simpatia” non destava troppo entusiasmo tra i tifosi bianconeri perché i risultanti sul campo non arrivavano. E’ chiaro che Andrea Agnelli aveva un altro genere di passione e di amore verso la maglia, ma la sicurezza, dimostrata anche dai fatti con le recenti diatribe legali risolte nel miglior modo possibile e l’aumento di capitale, fanno propendere per l’idea che il futuro sia piuttosto certo e nel lungo periodo. Come in tutte le grandi Famiglie italiane! Le radici non tradiscono mai!

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