“Tutti commettono errori. E’ per questo che c’è una gomma per ogni matita“. Così recita un proverbio giapponese. Dopo un pessimo Europeo in cui è stata eliminata agli ottavi dalla Svizzera, l’Italia prende parte alla Nations League. E’ un torneo che si disputerà tra il 2024 e il 2025. In particolare, in questa sosta e in quelle di ottobre e novembre si disputerà la fase a gironi. Noi siamo inseriti nel gruppo con Francia, Belgio e Israele. Le prime due classificate accederanno ai quarti che vi saranno nel mese di marzo. La final four, invece, è inserita tra la finale di Champions League e il Mondiale per Club. Si parla, quindi, di giugno. La terza qualificata, invece, disputerà i playout, mentre l’ultima scenderà nella Lega B. Questo torneo, oltre a mettere in palio un trofeo, è utile per quanto riguarda la qualificazione al Mondiale perché le prime del girone saranno teste di serie per il sorteggio dei gruppi di qualificazione alla kermesse del 2026. L’ultima volta, agli azzurri, non bastò per accedere a Qatar 2022, ma ci si augura sia diverso.
Proprio in tal senso, Spalletti deve imparare dagli errori commessi all’ultimo Europeo. La recente conferenza stampa in cui ha ammesso i propri sbagli ha palesato grande consapevolezza e lucidità. Il ct ha sostenuto di aver caricato i suoi giocatori di troppe pressioni non lasciandoli liberi di godersi la maglia azzurra. Ha affermato di aver riempito di infinite nozioni i suoi uomini. Tutto questo si è notato in campo con una squadra spaurita e disorientata. Ecco spiegato il reale motivo della brutta figura continentale. Il toscano ha poi sostenuto che schiererà la difesa a tre anche in fase di non possesso. In sostanza, l’Italia dovrebbe giocare con il 3-5-2 o con il 3-4-2-1. E’ una scelta assolutamente corretta in quanto Inter, Napoli e Atalanta, che hanno molti atleti protagonisti in nazionale, utilizzano questi moduli. Ma quali saranno le scelte di Nations League che rappresentano le basi su cui creare il team per il prossimo Mondiale?
PORTIERI
Per quanto concerne il ruolo di portiere non dovrebbero esservi grandi dubbi. Capitan Donnarumma è il numero uno. I suoi vice dovrebbero essere Meret e Vicario. Al momento, le speranze per Di Gregorio, Carnesecchi e Provedel sono poche. Il trio è ormai compatto e ha convinto anche a Euro 2024. Il ragionamento va fatto anche nell’ottica dell’accettazione di ruolo da comprimario. Non vi sono dubbi sul fatto che questo sia nelle corde del portiere partenopeo e di quello del Tottenham. Anche gli altri dovrebbero assecondare un tale esigenza ma, non essendovi la controprova, le certezze non esistono. A meno di infortuni o clamorosi exploit di qualcuno che potrebbe levare il posto all’estremo difensore del Psg, i cambiamenti sono davvero difficili.
DIFENSORI
Avendo definitivamente optato per la difesa a tre, in quel ruolo ci si concentra sui centrali. La situazione è complessa perché si ha un reparto con tanti braccetti e pochi liberi. Le scelte potrebbero ricadere su Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni, Buongiorno e Gatti. Questo in attesa del rientro di Scalvini che si potrebbe giocare il posto con qualcuno di quelli indicati. Attenzione, pure, alla forte candidatura di Okoli che, con il suo strapotere fisico, potrebbe rappresentare un’arma importante. I titolari potrebbero essere proprio i primi tre con l’interista come libero. Alessandro ama agire come braccetto di sinistra. E’, quindi, adattato e occorrerà vedere come reagirà. L’alternativa è schierare Buongiorno centrale rinunciando a uno tra lo stesso Bastoni e Calafiori. Questa sarebbe, forse, la situazione ideale con il nerazzurro in panca. Ciò garantirebbe pure di avere due compagni di reparto al Napoli titolari e si tratta di una prerogativa sicuramente agevole in vista degli automatismi. Come si evince, si è di fronte a una difesa ben fornita, ma che a oggi è lontana dal garantire le certezze della coppia formata da Bonucci e Chiellini o quelle di Nesta e Cannavaro.
ESTERNI
Sugli esterni, a destra ci sono Cambiaso e Bellanova. Sono giocatori forti. A sinistra, invece, ci sono Dimarco e Udogie. L’interista avrà il ruolo di titolare e dovrà cancellare un pessimo Europeo disputato, però, come terzino. Al momento non è la sua posizione. Per lui, quella strada potrebbe aprirsi con il prosieguo della carriera. Il suo vice, a oggi, pare il giocatore del Tottenham. Sicuramente è un profilo molto interessante che ha avuto poche chance in azzurro. Desta curiosità. Stupisce la costante assenza di Zappacosta che, specialmente sulla corsia di destra, potrebbe tornare molto utile. E’ chiaro che in previsione futura, per una questione anagrafica, i citati interpreti hanno maggiori possibilità.
CENTROCAMPISTI
Per quanto riguarda il centrocampo, Spalletti ha svariate alternative. Non esiste il fenomeno, ma c’è un campione e porta il nome di Barella. Lui è il cardine su cui ruotare la mediana. Gli altri sono: Tonali, Fagioli, Frattesi, Lorenzo Pellegrini, Ricci, Brescianini e Locatelli. Sono tanti. Due potrebbero essere gli esclusi. Al momento, l’ultimo è nella lista. Con Motta, però, si sta ritrovando e potrebbe quindi essere tenuto in considerazione in futuro. Potrebbero rischiare soprattutto Ricci, Brescianini e Pellegrini. Il primo non ha ancora partecipato a una grande manifestazione mentre il secondo è una novità assoluta. Il terzo, invece, non sta dimostrando di essere all’altezza del compito. Sarà un enigma difficile, ma i problemi di abbondanza sono sempre gradevoli. Per ora i titolari potrebbero essere Tonali, Fagioli e Barella. Se si optasse, invece, per il 3-4-2-1, l’interista e lo juventino, che fungerebbe da geometra, sono favoriti spostando il calciatore del Newcastle più vicino alla punta.
ATTACCANTI
Eccoci alle dolenti note. Manca ancora il bomber alla Pippo Inzaghi o Bobo Vieri e la mezzapunta versione Totti o Del Piero. Se Scamacca guarirà dal suo complicato infortunio al crociato e tornerà sui suoi livelli, sarà il centravanti. Il suo vice dovrebbe essere Retegui esattamente come all’Europeo. Kean, però, si sta ritagliando uno spazio importante alla Fiorentina e sarà tenuto in considerazione soprattutto in ottica 3-5-2. Questo modulo rischierebbe di escludere Federico Chiesa che non si trova perfettamente a proprio agio nel ruolo di seconda punta. E’ meglio come trequartista dove ha modo di agire fronte alla porta e di partire da più lontano, magari allargandosi leggermente a sinistra. Non a caso, il 3-4-2-1 sembra il modulo maggiormente confacente alle necessità azzurre. Gli altri convocati potrebbero essere Raspadori e Zaccagni, fedelissimi di Spalletti. E Zaniolo?
ITALIA (3-4-2-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Calafiori; Cambiaso, Ricci, Barella, Dimarco; Tonali, Chiesa; Scamacca.

