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Gli Squinzi non mollano: Sassuolo, sei fortissimo!

berardi

Gli Squinzi hanno mollato! E’ finita la favola del Sassuolo!“. Questa era la classica frase che si udiva dopo la retrocessione neroverde in serie B a seguito di 11 lunghe stagioni nella massima categoria. “Il bel tacer non fu mai scritto” recita un noto proverbio. In realtà, i figli dell’ex Presidente di Confindustria hanno deciso che non sia il momento di abbandonare la nave e hanno predisposto una squadra devastante per il livello in cui milita. Se il calciomercato di gennaio non smentirà quello estivo, ci si attende un campionato assolutamente al vertice. Il motivo di questa premessa è fondamentale. Qualcuno sostiene che Veronica Squinzi e il fratello Marco abbiano chiesto all’ad Carnevali di rimanere sulle colline modenesi ancora per una stagione, ma tal voce non trova assolutamente alcuna conferma. E’ chiaro che Thortsvedt e Laurienté sono rimasti nel comprensorio ceramico perché non è arrivata la giusta offerta, ma se fosse pervenuta probabilmente sarebbero già in altri lidi. In sostanza, il dubbio che viene è quello che l’attuale proprietà non voglia svendere la società come i suoi campioni e quindi attenda di incassare per fare il passo, ma non credo proprio sia così. Quella neroverde è sempre stata una bottega cara anche nei momenti di grassa.

Tale sentore è confermato dal resto del calciomercato estivo. Il tecnico prescelto è Fabio Grosso. Si tratta di un allenatore che giunge da una sfortunata esperienza francese sulla panchina del Lione, ma solo due anni fa centrò la promozione in serie A con il Frosinone. Non si parla quindi di un allenatore qualunque. In porta è arrivato Moldovan, nazionale rumeno che era vice di Oblak all’Atletico Madrid. In difesa si è avuta la forza di tenere Romagna, giocatore molto competitivo per il livello. Lo stesso vale per Doig e Toljan. Dopo una promozione nella massima categoria con il Como, è sbarcato Odenthal che è in compagnia del promettente Muharemovic. In mediana, non sono partiti i vari Boloca e Obiang. E’ arrivato Iannoni, calciatore giovane e di ottime speranze. In attacco, per la serie B, Mulattieri è un super profilo. Volpato è rimasto nella truppa. Per non parlare delle stella, Domenico Berardi. Insomma, tanta roba. Ci si chiede perché costruire una simile armata se non si ha la volontà di giungere alla promozione, tra l’altro obiettivo più volte dichiarato. Per quale motivo, quindi, si dovrebbe salire in serie A per poi cedere la società?

Moldovan; Toljan, Romagna, Odenthal, Doig; Thotrstvedt, Boloca, Iannoni; Berardi, Mulattieri, Laurienté. Si tratta di un 4-3-3 formidabile a cui si aggiungono alternative che sono praticamente dei titolari. Il riferimento è a Satalino, Muharemovic, Paz, Pieragnolo, Obiang, Volpato… Grosso ha l’imbarazzo della scelta e la squadra si sta adattando lentamente alla categoria. Le prime uscite non sono state molto brillanti e risalta soprattutto la pesante sconfitta casalinga patita contro la Cremonese prima della sosta settembrina. E’ stata un 4-1 molto difficile da digerire, ma che pare essere risultato salutare. Il gruppo, infatti, si è ridimensionato e ha capito che nulla è scontato neppure in cadetteria. Così, è giunto lo zero a zero interno con lo Spezia, pareggio probabilmente più dettato dalla paura che dai valori in campo. Il 6-1 rifilato al Cittadella nell’ultimo turno, invece, dona il sentore del cavallo a cui sono state levate le briglie. Il ritorno di Berardi dopo il lungo infortunio è l’ennesimo avvallo alla detta teoria. Potrebbe essere il la definitivo alla stagione neroverde. La classifica parla chiaro: Pisa 19 punti, Spezia 16, Sassuolo 15. Sono trascorsi 8 turni. La cavalcata è solo all’inizio.

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