A lungo, durante la giornata di oggi, mi sono chiesto. Che senso ha che il mio piccolo blog faccia un tributo a Bruno Pizzul quando già i grandi media ne stanno tessendo le lodi da più ore?! Poi ho compreso che non mi importa. So che questo pezzo non farà tante views perché banale e probabilmente ripetitivo, ma credo che chi parli di calcio, e di sport in generale, anzi, tutto il mondo del giornalismo abbia l’opportunità e l’onore di trattare la tematica.
Ci ha lasciato Bruno Pizzul e, per quanto mi riguarda, è la prima voce che ha raccontato la mia principale passione: il calcio. Immagino non sia così solo per me, ma per una moltitudine di persone, quelle nate tra l’inizio degli anni 80 e i primi anni 90. Tra questi ci sono anche grandi campioni che poi la maglia azzurra raccontata dal friulano l’hanno vestita e, alcuni di loro, hanno pure vinto con essa l’Europeo del 2021. Parlo di Bonucci, Chiellini, Verratti, Immobile, Acerbi, ma anche di qualche campione del mondo del 2006 come Barzagli e Gilardino. Quando penso al primo telecronista che io abbia udito, immagino la sua voce. Lo ricordo mentre da bambino, trascinato dalla fantasia, mimavo le partite nel cortile o in salotto affermando: “Ci racconta la gara Bruno Pizzul“. Rimembro la sua voce da Francia 98 perché prima ero davvero troppo piccino per averne memoria. Ho qualche flash dei caroselli nei vari turni che gli azzurri superavano nel Mondiale del 1994, ma nulla più. Ero sulle spalle dei miei parenti ad assistere estasiato ai festeggiamenti ed è proprio quell’amore trascinante verso il pallone che mi ha contagiato. Il friulano è stato il cantore di Euro 2000, altra avventura che mi riporta alle piacevoli estati a casa da scuola quando mi potevo godere le partite siano al fischio finale perché non avevo la pressione dell’alzata la mattina successiva. Quel torneo è stato probabilmente il primo a cui ho assistito con maggiore cognizione di causa. Ero in prima media e stavo imparando i segreti del pallone: i vari ruoli, le posizioni, qualche movimento… Tale gioco, per me, non era più soltanto emozione pronta a liberarsi, ma diventava qualcosa di maggiormente complesso e la voce di Pizzul fungeva da maestro per ripetere le lezioni che la scuola calcio mi trasmetteva. La chiosa va, poi, alla triste avventura nippocoreana del 2002. Non me la godetti nemmeno perché uscimmo proprio il giorno precedente il mio esame orale di terza media. Tra gli studi e l’andamento azzurro non ho un ricordo troppo piacevole di quelle giornate.
Pizzul, però, non è soltanto una memoria che custodisco nel cuore. Bruno è di tutti e per tutti. Oggi ho potuto osservare alcuni video e la compostezza con cui ha raccontato la tragica serata dell’Heysel. Era il 29 maggio 1985 e la Juventus vinceva la sua prima Champions League, ma la mente era tutta per quelle 39 vittime che il cronista friulano ha dovuto raccontare in diretta Rai. Pizzul è stato il cantore di Italia 90 e delle notti magiche terminate con la cocente delusione dei calci di rigore che ci fecero fuori in semifinale contro l’Argentina in un “San Paolo” diviso tra il tifo azzurro e quello per il dio di casa, Diego. Il friulano non ha mai potuto narrare gesta vittoriose della nazionale, ma ha visto e descritto un grande periodo dei club tricolore con i tanti successi tra Coppe Campioni, Coppe delle Coppe e pure Coppe Uefa.
Bruno Pizzul rappresenta la sintesi perfetta del cronista calcistico. Il friulano, infatti, ha effettuato studi classici laureandosi poi in giurisprudenza. A ciò aggiunge una carriera da centrocampista dove ha vestito, tra le altre, la maglia dell’Udinese. Le sue conoscenze, quindi, gli consentivano di raccontare le gare con una dialettica importante, ma pure con un vissuto. Pizzul riusciva a coinvolgere le persone senza essere estroverso. Il suo modo di lavorare era molto diverso da quello odierno. Ai nostri giorni ogni cronista ha una sua imitazione in quanto ha un marchio di fabbrica. Bruno aveva naturalmente tanti imitatori, ma non era riconoscibile per un’espressione tipica o un modo tutto suo di raccontare determinati eventi della partita.

