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Calendario serie A: l’analisi della classifica

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Ci si avvicina al Natale e la serie A, come spesso accade ultimamente, non si fermerà. Si gioca senza soluzione di continuità, ma il prossimo weekend ci saranno meno partite a causa della Supercoppa Italiana da disputarsi in Arabia. Milan, Napoli, Bologna e Inter, quindi, saranno impegnate nella meta esotica. Como, Lecce, Verona e Parma, che sfiderebbero le citate compagini, riposeranno. Si parla di un turno dimezzato che, anche se molto importante, consente di effettuare un momento di riflessione sul andamento del torneo.

Dopo 15 giornate è molto difficile stabilire le quote che determinano quale sia la competizione per un determinato traguardo, ma si potrebbe affermare che, analizzando l’accaduto sino a oggi, l’attuale lotta salvezza comprende: Fiorentina 6 punti, Pisa 10, Verona 12, Parma 14, Genoa 14, Cagliari 14 e Lecce 16.

Fiorentina 6 punti: la situazione è sportivamente tragica. La Fiorentina vive un momento di caos legato probabilmente più a quanto succede fuori dal campo rispetto a ciò che accade nello spogliatoio. E’ chiaro che una squadra di calcio è un sistema complesso quindi ogni elemento influenza l’altro. Commisso è un presidente lontano, che vive in America e che al momento non ha la forza, a dire dei media, per venire in Italia. Circa due anni fa Joe Barone è scomparso improvvisamente lasciando un grande vuoto. Il ds Pradé ha dato le dimissioni. La viola non ha una rosa da retrocessione. Anzi, tutt’altro. Ma questa situazione non pare lasciarle scampo. Servirebbe un miracolo cioè un allenatore in grado di isolare completamente il gruppo, ma sembra impossibile da farsi.

Pisa 10 punti: il Pisa sta pagando l’inesperienza dettata dal primo anno di serie A dopo più di 30 d’assenza. Inoltre la rosa non sembra proprio micidiale. Gilardino è un ottimo tecnico e sta lavorando bene ma, per i nerazzurri, l’obiettivo salvezza non pare così semplice.

Verona 12 punti: Il Verona ha appena battuto la Fiorentina in una sfida tra due veterane della serie A che in questo momento vivono una grande difficoltà. L’Hellas non è nuova a salvezze arrivate dopo un grande girone di ritorno. Il ricordo vola a due stagioni fa quando i veneti parevano spacciati poi il calciomercato di gennaio li ha completamente ribaltati e sono rinati. Resta qualche dubbio su Paolo Zanetti che, per ora nella sua carriera, è riuscito a “salvare” soltanto gli scaligeri, ma la squadra ha le potenzialità per centrare il target.

Parma 14 punti: Il Parma paga, forse, l’inesperienza di un allentare 35enne, Cuesta. L’esempio palese è quanto accaduto contro la Lazio, dove, in vantaggio di due uomini, non è riuscita nemmeno a pareggiare. La rosa non è delle più formidabili e probabilmente necessita di una guida più sicura. Salvarsi non sarà banale.

Cagliari 14 punti: Come il Parma anche il Cagliari ha un allenatore non troppo esperto. Pisacane, infatti, non è mai stato su una panchina di una prima squadra professionistica prima di quella rossoblu. La gavetta non va più di moda e poi si rischia di pagare certe scelte. Per ora, come gli emiliani, i sardi restano oltre la linea di galleggiamento anche grazie all’harakiri della Fiorentina, ma la coperta è corta.

Genoa 14 punti: Ultimamente i campionati del Genoa hanno un refrain: la partenza con l’allenatore che nella stagione precedente ha fatto molto bene, è negativa, ma il cambio in panchina da la scossa. Da Gilardino a Vieira e dal francese a De Rossi, ora il Grifo viaggia abbastanza bene e, anche per il valore della rosa, dovrebbe riuscire a evitare l’inferno della serie B. Probabilmente si tratta di un gruppo di professionisti che ha spesso necessità di cambiamenti nella gestione.

Lecce 16 punti: Di una simile situazione sta approfittando il Lecce di Di Francesco che non ha una rosa super straordinaria, ma resta in una zona di relativa tranquillità. I 4 punti sul terz’ultimo posto rappresentano un ottimo bottino favorito anche dal successo di venerdì scorso nello scontro diretto contro il Pisa. Rispetto a inizio torneo, le chance di salvezza sono aumentate vertiginosamente.

A questo punto inizia un blocco di squadre che si potrebbero ritenere “tranquille”. Per il momento, hanno un buon margine sulla zona retrocessione, ma difficilmente, a causa del valore delle concorrenti, potranno competere per la qualificazione a una coppa europea.

Torino 17 punti: Il Torino rappresenta l’emblema di quanto appena scritto. Sia per il valore della rosa, che per quello del suo tecnico Baroni e pure per il carisma storico della società che si sta riprendendo dopo decenni di alti e bassi, i granata difficilmente verranno risucchiati nella lotta per la retrocessione. Allo stesso tempo, però, non paiono avere la forza economica per competere contro le grandi e le nuove leve che le stanno avvicinando come Como e Bologna.

Atalanta 19 punti: L’Atalanta, invece, non c’entra niente con questa posizione di classifica. L’addio di Gasperini, arrivato dopo 9 anni, ha scombussolato l’ambiente anche perché lui resta il demiurgo della dea. Juric ha pagato dazio. Ora, però, Palladino sembra aver ripreso le redini del gruppo e i bergamaschi potrebbero presto rientrare nella lotta per le postazioni europee.

Cremonese 20 punti: Vedere una neopromossa così in alto in classifica fa sempre un po’ specie. In realtà è come se i grigioarancio fossero sempre rimasti in serie A. Il progetto, infatti, è all’incirca il medesimo che ha condotto alla promozione del 2022 e che poi, probabilmente per inesperienza ad alti livelli, non è riuscito a salvare la squadra al primo tentativo. Ritrovare la massima categoria è ancora più difficile che mantenerla. Sono servite, quindi, due stagioni, ma ora la Cremo ha tutte le carte in regola e l’esperienza necessaria per restarci.

Udinese 21 punti: Il discorso da effettuarsi per l’Udinese è molto simile a quello del Torino. Dopo alcuni anni sull’orlo del baratro e l’enorme rischio del 2024, i friulani hanno raggiunto l’equilibrio con Runjaic. La “zona tranquillità” è una posizione che rappresenta molto bene il valore dei bianconeri anche alla luce della loro storia che, dal 1990 al 2010, ha raggiunto picchi incredibili con la qualificazione in Champions.

Sassuolo 21 punti: Il Sassuolo è un’altra neopromossa molto atipica. La sua avventura in serie B, durata solo un anno, ha rappresentato un inciampo nel percorso di una società che nell’ultimo decennio non aveva mai avuto grosse difficoltà a mantenere la massima categoria. Anzi, nel 2016 centrò persino la qualificazione all’EL. La rosa è formidabile, soprattutto a centrocampo, e il tecnico, Grosso, è un esordiente in serie A, ma in realtà ha una discreta esperienza maturata pure su una panchina prestigiosa come quella del Lione. Qualcuno pensa addirittura che i neroverdi possano lottare per le posizioni europee, ma il valore delle avversarie rende la situazione veramente complicata.

Ecco, quindi, il blocco di società che lotta per le posizioni europee. E’ difficile scindere tra chi compete per la Conference, l’EL o la Champions. E’ complicato persino fare la divisione con chi combatte per lo scudetto quindi verrà scritto un unico blocco finale.

Lazio 24 punti: La Lazio sta crescendo e, nella finestra di calciomercato di gennaio, potrebbe pure acquistare qualche pezzo. Insomma, sembra che Sarri abbia resistito alla burrasca e ora i biancocelesti vorrebbero rilanciarsi anche in considerazione del fatto che avranno soltanto gli impegni di campionato e Coppa Italia. La concorrenza però è molto determinata. Considerato anche il ritorno dell’Atalanta, che potrebbe essere prepotente, sembra difficile vedere la Lazio in qualche competizione europea della prossima stagione. La citata Coppa Italia, però, potrebbe rappresentare un salvagente.

Como 24 punti: Il Como, con tutto il rispetto, assomiglia molto a un “convitato di pietra” che potrebbe lasciare presto questo gruppo per fare spazio, probabilmente, all’Atalanta. Il valore della rosa è buono, ma non eccelso e soprattutto privo di esperienza. Quest’ultima prerogativa manca anche a mister Fabregas. La società è forte e ricca. Arriveranno. Forse è presto.

Bologna 25 punti: Il Bologna sta vivendo un blackout che la sta lentamente, neanche troppo, allontanando dal vertice. Pensarla vincitrice dello scudetto è sempre stato piuttosto utopistico, ma la lotta anche per un posto in Champions è assolutamente credibile sia per valore della società, che della rosa e anche dell’allenatore, Italiano. I rossoblu si devono svegliare da questo torpore che li ha portati a due sconfitte consecutive in casa con Cremonese e Juventus. Le concorrenti per i primi quattro posti, però, sembrano avere qualche decisivo metro di vantaggio.

Juventus 26 punti: La Juventus si trova in un limbo. La gara di sabato, in casa, contro la Roma potrebbe rappresentare uno spartiacque. Dopo il successo del Dallara, trionfare in un altro scontro diretto significherebbe accorciare la distanza dal quarto posto di un solo punto e avvicinare decisamente anche il vertice. Questo pure in considerazione del fatto che le prime tre della classifica recupereranno questo turno più avanti e non vanno fortissimo. Spalletti sta finalmente entrando nella testa dei giocatori, ma anche quanto accaduto con l’offerta miliardaria di Theter e il “niet” di Elkann sembra avere dato nuova linfa all’ambiente. Diventa difficile pensare a una Juve che resti fuori dai primi quattro posti, ma è difficile capire chi resterà fuori.

Roma 27 punti: La Roma è la squadra migliore dell’ultimo anno solare. Ranieri l’ha predisposta, Gasperini la sta rendendo ancora più forte. E’ la difesa meno battuta della serie A. Pecca nel reparto offensivo per l’assenza di un bomber vero. Dovbyk e Ferguson stanno deludendo. Difficile pensa che possa vincere lo scudetto, ma è in piena corsa per un posto in Champions e, probabilmente, proprio con la Juventus che affronterà sabato a Torino.

Napoli 31 punti: Il Napoli è la rosa più forte del roster con l’allenatore più bravo quando si tratta di vincere gli scudetti. Ha due problemi. Il primo è legato agli infortuni. Se a centrocampo De Bruyne, Anguissa e Gilmour si fermano a lungo, mentre Lobotka va e viene, è un dilemma anche perché è il reparto più competitivo. Il secondo, invece, è relativo alla storia. I partenopei hanno vinto 4 scudetti, ma mai 2 volte consecutivamente. Il tecnico pugliese sta tentando il miracolo provando a mantenere la testa giusta in squadra e tifosi. Riesce a farlo a corrente alternata. Ci sono periodi in cui gli azzurri sembrano imbattibili, altri in cui cadono in modo inatteso com’è successo a Bologna e Udine. Avrebbero potuto stravincere il campionato, ma queste situazioni complicano parecchio la vita e l’Inter è in crescita. La lotta sembra racchiusa tra loro due.

Milan 32 punti: Il Milan sta semplicemente rispettando le attese. I rossoneri, senza l’impegno europeo e già eliminati dalla Coppa Italia, tengono il passo delle prime. Bisognerà capire per quanto perché la rosa non è lunghissima e vi sono parecchi infortuni come quello che ha tenuto a lungo fuori Jashari su cui Allegri sembrava puntare per la mediana. In attacco, invece, Leao è spesso ai box e Jimenez si è operato alla caviglia. Dovrebbe arrivare Fullkrug. Molto dipenderà anche dalla resistenza di Modric che sta giocando da maestro della mediana, ma ha più di 40 anni. Insomma, immaginarsi il diavolo campione d’Italia pare abbastanza complicato. Sicuramente, però, può lottare e guadagnarsi un posto nella prossima Champions.

Inter 33 punti: Chivu sta stupendo tutti. Ha raccolto una squadra spremuta da Simone Inzaghi e un ciclo che pareva alla fine dopo uno scudetto, qualche Coppa Italia e due finali di Champions. E invece… Il rumeno ha saputo estrapolare dai suoi campioni qualcosa che probabilmente era sopito. Sicuramente ha ridato stimoli tattici con un calcio più verticale. Inoltre va considerato anche l’ingresso di qualche elemento nuovo che ha portato “freschezza”. Ora la Beneamata punta diritto allo scudetto, ma dovrà imparare a vincere qualche big match che resta il vero punto debole dei lombardi, altrimenti è dura…

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