Il Mondiale è ormai agli sgoccioli e la serie A comincia a porre i primi punti fermi del 2026-2027. Il valzer delle panchine si è concluso e si è pronti, quindi, a “giudicare” le scelte delle varie società. Da sempre l’allenatore è una figura fondamentale all’interno di una squadra di calcio. Non si tratta della playstation. Non comanda la squadra con un joystick, ma sicuramente è il cardine su cui elaborare il resto senza, però, forzare la mano e costruire una compagine che sia esclusivamente a sua immagine e somiglianza perché tutto può succedere e, se il mister “salta”, chi lo sostituisce non dev’essere troppo legati al passato.
ATALANTA – SARRI
L’Atalanta ha scelto Maurizio Sarri. Il voto è molto elevato, ma d’altronde Giuntoli sbaglia sempre poco e la Dea ha fatto molto bene ad affidarsi a lui nel ruolo di direttore sportivo. Il toscano è un allenatore che può donare una ventata d’aria nuova ai nerazzurri. Hanno attraversato una stagione travagliata vissuta con due tecnici. Il primo è stato Juric, il secondo Palladino. In realtà, il napoletano avrebbe anche potuto essere confermato perché il suo lavoro non è stato negativo, ma i cambiamenti in società e il post Gasperini così travagliato hanno avuto un influsso negativo. Maurizio è un allenatore di rottura con il passato e, con la sua esperienza, può costruire qualcosa di importante. Stavolta, però, serve tempo. Voto 8.
BOLOGNA – TEDESCO
Il Bologna ha salutato Italiano, partito per la Turchia dove guiderà il Besiktas. Al suo posto arriva Domenico Tedesco. Nonostante sia italotedesco non ha mai allenato in serie A, ma il suo curriculum è piuttosto corposo. Tra le squadre ci sono lo Schalke 04, lo Spartak Mosca, il Lipsia, il Fenerbache, ma soprattutto la nazionale belga. Tanta roba. E’ un allenatore flessibile, che non ha un modulo fisso da cui non deroga. Sartori difficilmente sbaglia. Thiago Motta e Italiano sono le dimostrazioni più recenti. Il neo tecnico è una novità che potrebbe essere ben innestata nel capoluogo emiliano. Voto 7.
CAGLIARI – PISACANE
Il Cagliari ha scelto di proseguire il suo rapporto con Fabio Pisacane ed è la scelta giusta. Nella passata stagione ha dimostrato di essere un allenatore capace di adattarsi alle varie situazioni contingenti di campo e non solo. E’ infatti riuscito a rispondere bene agli alti e bassi di un’annata che, a un certo punto del percorso, soprattutto a inizio primavera, si era complicata parecchio. Ha dimostrato di essere ben coeso con l’ambiente. Voto 8
COMO – FABREGAS
Il Como conferma Cesc Fabregas per la quarta stagione consecutiva. Il percorso dei lariani è praticamente parallelo a quello dello spagnolo. Quest’ultimo ha compiuto il miracolo di condurre i lombardi dalla serie B alla Champions League in un lasso temporale minimo. Aiutato dalla ricca proprietà indonesiana guidata da Suwarso, il suo matrimonio con i biancazzurri sembra perfetto. Neanche le lusinghe interiste della trascorsa stagione sono riuscite a scalfirlo. Le difficoltà aumentano ora in misura esponenziale, ma se c’è un tecnico che conosce bene ciò che maneggia è proprio l’ispanico. Scelta super azzeccata. Voto 9
FIORENTINA – GROSSO
La Fiorentina ha scelto di affidarsi a Fabio Grosso. Il tecnico abruzzese viene da una lunga gavetta che l’ha visto raggiungere i risultati migliori sulle panchine di Frosinone e Sassuolo con due promozioni in serie A. In Emilia ha centrato pure un undicesimo posto che, per una squadra appena approdata nel massimo campionato, è un ottimo traguardo. Non va poi scordata la parte di annata vissuta sulla panchina del Lione che gli ha permesso di fare esperienza a un livello complesso. E’ una scommessa? Sì, però con un gran senso. E’ più inflessibile al suo credo calcistico, difesa a 4 e 3 punte, rispetto ad altri, ma c’è molto di peggio. Voto 7/8.
FROSINONE – ALVINI
Il Frosinone prosegue il suo rapporto con Massimiliano Alvini che è il tecnico della promozione in serie A. La sua precedente avventura nella massima categorie fu sulla panchina della Cremonese nel 2022-2023 e il ricordo non è dei migliori. E’ trascorso del tempo e, nonostante un’età non più giovane, il toscano potrebbe aver accumulato nuova esperienza. Non si smette mai di imparare. Sicuramente quanto svolto nella passata annata è qualcosa di magico con una salita che non era scontata. Accadde lo stesso con la Reggiana ai tempi del covid. I gialloblu hanno fatto bene a premiare il lavoro svolto e a mantenere il rapporto tra il tecnico e lo spogliatoio. Voto 6.
INTER – CHIVU
L’Inter proseguirà il suo rapporto con Cristian Chivu. Un’estate fa, Marotta scelse il rumeno e fu una grande decisione. L’ex difensore ha dimostrato di essere un allenatore capace di gestire al meglio le situazioni dello spogliatoio. Non è un integralista. E’ un tecnico capace di entrare nella testa dei giocatori e non è una cosa da poco. Le lacune che eventualmente può avere dal punto di vista del gioco e dello spettacolo sono perfettamente compensate dal resto. Insomma, è un Ancelotti e il prolungamento del contratto fino al 2028 è un’ottima decisione. Voto 9.
JUVENTUS – SPALLETTI
La Juventus ha confermato Luciano Spalletti. Arrivato nello scorso mese di ottobre, la stagione del toscano è stata in chiaroscuro. La Vecchia Signora ha un’identità e un gioco sempre più riconoscibili, ma i risultati non sono arrivati. Più che colpa del tecnico, però, il sesto posto sembra da attribuirsi a un crollo finale dovuto soprattutto a una mancanza di personalità nella squadra. E’ giusto provare a dare al certaldino un’ulteriore banco di prova con una dirigenza molto forte come quella composta da Carnevali e Massara. Ora servono, però, i colpi di calciomercato. Il voto non può però essere un 8 pieno perché Luciano non è Antonio Conte, l’uomo di cui avrebbe davvero bisogno la Vecchia Signora. Il pugliese avrebbe rappresentato il Demiurgo capace davvero di cambiare le sorti di una squadra. Voto 7/8.
LAZIO – GATTUSO
Dopo l’esperienza negativa alla guida della nazionale, Gennaro Gattuso ritrova subito una panchina. Ripartirà dalla Lazio. E’ una scelta buona? Sicuramente l’ex centrocampista avrà una grande voglia di riscatto. Lo dimostrano la sua anima e la sua persona. La certezza è che metterà tutto il cuore e l’impegno possibile nel progetto. La sua carriera da allenatore non è certo felice come quella da calciatore, ma al Napoli ha vinto una Coppa Italia che è dimostrazione di capacità. Quella laziale è una “piazza calda” che, da un certo punto di vista, può ricordare quella azzurra. Passare da Sarri al calabrese non sarà certo una transazione scontata. Si parla di un gioco completamente diverso, ma perché no?! Voto 6+.
LECCE – DI FRANCESCO
Dopo tanta sfortuna e più salvezze perse all’ultimo turno come quelle con Frosinone e Venezia, Eusebio Di Francesco ci è riuscito a Lecce. Sotto la guida dell’abruzzese, i salentini si sono salvati e affronteranno la serie A per la quinta stagione consecutiva. E’ un record assoluto e la sfida diventa sempre più complessa, ma allo stesso tempo allettante. La conferma è un rischio perché quando si è sul filo del rasoio è sempre difficile comprendere se è meglio cambiare o proseguire insieme. Sicuramente i pugliesi ripagano il grande lavoro di un tecnico bravo. Voto 6,5. Coraggiosi.
MILAN – AMORIM
Lasciare Massimiliano Allegri per Ruben Amorim è un salto nel vuoto. Complimenti per il coraggio, ma è una scommessa abbastanza azzardata soprattutto per una squadra che non vince da anni come il Milan. E’ chiaro che il portoghese è un tecnico capace. Nel giudizio non si tiene nemmeno troppo in considerazione i risultati negativi ottenuti sulla panchina del Manchester United perché i Red Devils stanno lentamente uscendo da sabbie mobili complesse. Il lusitano, però, non ha mai avuto esperienze in Italia e nemmeno successi così importanti all’estero. Le recenti avventure di Fonseca e Conceicao ricordano un po’ l’attuale decisione e quanto accaduto è noto ai più… Voto 5/6.
MONZA – JURIC
Avevo creduto in Ivan Juric alla Roma e pure all’Atalanta, anche se con qualche perplessità in più dopo le delusioni capitoline e con il Sunderland. Adesso è più difficile. La scelta del Monza stupisce. Il serbo è alla ricerca di un riscatto che non riesce ad arrivare e pare essere entrato in un vortice negativo capitato anche a Di Francesco. Prima o poi sicuramente troverà l’ambiente giusto perché sia con il Verona che con il Torino aveva dimostrato di avere le capacità. A oggi, però, non è una decisione che avrei preso. Voto 5/6.
NAPOLI – ALLEGRI
Il Napoli ha creduto in Massimiliano Allegri e ha fatto bene perché è l’allenatore giusto per quel tipo di squadra. Sotto il Vesuvio ci sono i campioni: da Anguissa a Hojlund, passando per De Bruyne, Lobotka e McTominay. Il toscano ha già dimostrato di essere un gestore come pochi al mondo e saper far convivere i grandi calciatori. In azzurro vivrà una situazione simile dove una grande organizzazione difensiva può essere utile per lasciare spazio alla creatività e al talento. Voto 8.
PARMA – CUESTA
Il Parma ha confermato Carlos Cuesta ed è la scelta giusta. Nella scorsa stagione ero molto titubante perché ritenevo che fosse un allenatore troppo legato a un certo stile e modello di gioco. In realtà, ha dimostrato di sapersi adattare perfettamente alle situazioni contingenti. E’ stato criticato perché eccessivamente “difensivista” e “risultatista”, ma l’obiettivo del gioco è proprio quello di raggiungere il risultato quindi è una contestazione a cui è abbastanza semplice opinare. Occorrerà comprendere come reagirà al secondo anno e non è mai banale. Voto 7/8.
ROMA – GASPERINI
Gian Piero Gasperini ha riportato la Roma in Champions League dopo 7 anni e già questo basterebbe per dare un voto alto alla riconferma. Il piemontese ha condotto la Capitale alla giusta mentalità. Per lui, i giallorossi paiono aver rinunciato a Ranieri e Massara, ma alla fine sono stati premiati e ci sono più motivi per pensare che non deluderà nemmeno in futuro. Voto 9.
SASSUOLO – AQUILANI
Il Sassuolo ha scelto Alberto Aquilani ed è l’ultimo “regalo” di Carnevali prima della partenza per Torino sponda Juve. Rispetto a Grosso, a oggi, è un passo indietro. Spesso i neroverdi hanno optato per decisioni simili e non sono sempre state vincenti. Capitò con Bucchi, bocciato dopo poche giornate, e pure con Dionisi che, al terzo anno, incappò in una stagione nera. Gli emiliani lo esonerarono, ma retrocedettero comunque. L’esperienza più fortunata fu quella di De Zerbi, arrivato dal Benevento. Il romano ha fatto molto bene sulla panchina del Catanzaro, ma per la serie A è un’incognita. Voto 5/6.
TORINO – ABATE
Il Torino ha scelto Ignazio Abate e vale un po’ quanto affermato per il Sassuolo. E’ una decisione coraggiosa, ma si tratta di allenatori che, dopo un anno discreto in serie B, forse sono un tantino acerbi per la massima categoria e in una piazza come quella granata tutto è persino amplificato. Voto 5/6.
UDINESE – RUNJAIC
L’Udinese ha scelto di confermare Kosta Runjaic ed è il terzo anno consecutivo. Alla prima stagione, ha condotto i friulani a una salvezza tranquilla migliorando gli affanni di quelle precedenti in cui i bianconeri rischiarono anche la retrocessione fino all’ultima giornata. Nel 2025-2026, lo slovacco ha persino sfiorato le porte dell’Europa. Insomma, il miglioramento è netto. La decisione dei Pozzo è giusta perché il trend è nettamente positivo. Resta l’incognita della stagnazione. E’ chiaro che al giorno d’oggi 3 anni consecutivi non sono mai semplici. Voto 8.
VENEZIA – STROPPA
Dopo più promozioni e una sola esperienza in serie A, non esaltante, sulla panchina del Monza, Giovanni Stroppa ritrova la massima categoria e lo fa con il Venezia. Lo spogliatoio lo conosce e con lui si è trovato bene perché non era affatto scontato che i lagunari vincessero il campionato cadetto battendo “squadroni” come Palermo e, appunto, i citati lombardi. Voto 6.

