Oggi, 18 marzo 2021, è la prima giornata dedicata alle vittime del covid. Il Premier Mario Draghi è a Bergamo per inaugurare il Bosco della Memoria e ricordare chi purtroppo non è riuscito a superare questa malattia. Lo fa in una delle Città simbolo della pandemia. La Provincia Lombarda ha pagato un prezzo molto caro a questo orribile ospite che ci ha colpiti e devastati. In tanti ricorderanno quanto accaduto ad Alzano e Nembo, due Comuni martoriati dalla prima ondata così come è molto vicina la memoria della colonna di camion militari che uscivano dalla Città trasportando le bare. Rimarrà una frame incancellabile nella testa di chiunque.
E’ stato un anno orribile. Abbiamo vissuto 365 giorni deleteri. Abbiamo visto le terapie intensive piene e le persone morire senza sole, senza nessuno accanto. Si è vissuto il dramma della paura per un domani fosco e indecifrabile. Solo la fede, per chi la possiede, spesso è risultata l’unica ancora di salvataggio. Oggi, dal punto di vista numerico-sanitario non è molto differente. Purtroppo, le strutture ospedaliere sono nuovamente vicine al collasso soprattutto a causa delle varianti mostrando così tutti i limiti della scienza. Questa umana, imperfetta disciplina non riesce a combattere efficacemente e in un breve tempo il virus. Ma ha trovato l’arma vincente. Si chiama vaccino. La soluzione chimica ci trascinerà fuori dal guado ed è il successo principale.
Attualmente, purtroppo, la tragedia non è più soltanto sanitaria. E’ questo che in troppi di dimenticano. Non concordo nemmeno con chi afferma che urga prima risolvere la questione della malattia per poi concentrarsi sul resto dei problemi. Una vita vale una vita. Come uscire da questa empasse? Penso che la via sia unica e sia dettata dai protocolli. Le chiusure non sono più una soluzione perché uccidono le attività riducendo in povertà le persone. A ciò si aggiungono i disagi psicologici e sociali che non hanno nulla di meno drammatico rispetto all’ammalarsi di coronavirus. Depressioni, TSO, violenze, risse… Una situazione assolutamente tragica. Oggi, quindi, dev’essere la giornata anche di chi ha patito le conseguenze delle inevitabili limitazioni dovute al contenimento del SarsCov2.
QUESTE PERSONE NON POSSONO ESSERE DIMENTICATE

