Un periodo che più buio non si può. Sulla Juventus aleggiano vecchi fantasmi. Oggi gioca una gara fondamentale contro l’Atalanta ma, su di lei, si espande un velo d’ansia molto importante. E’ come se questa sfida potesse pure risultare inutile. Perché? La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino ha comunicato che ci sarebbe un’indagine nei confronti di 6 dirigenti, o ex, bianconeri tra cui Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Paratici, oggi al Tottenham. La Gazzetta dello Sport parla di “false comunicazioni delle società quotate in borsa” e “false fatturazioni“. Il club, come persona giuridica, andrebbe incontro a un procedimento amministrativo in quella che è chiamata “Indagine Prisma“. La questione è legata ad alcune valutazione affidate a determinati giocatori. Insomma, il caso plusvalenze.
Quali sono i rischi per la squadra? Innanzitutto occorre specificare che è difficile stabilire in maniera oggettiva quale sia il prezzo del cartellino di un calciatore. Esistono, poi, dei precedenti con il procedimento nei confronti di Milan e Inter che fu archiviato nel 2008. Dieci anni dopo, invece, fu la volta del Chievo e del Cesena. I romagnoli andarono incontro al fallimento quindi non subirono alcuna penalizzazione. I veneti, invece, patirono 3 punti anche se l’accusa ne chiedeva 15. L’articolo in questione è il 31 del codice di giustizia della FIGC. Se si resta nei meandri del primo comma, si potrebbe giungere a un’ammenda e una leggera penalità in classifica. Se, invece, si dovesse notare che i fatti illeciti hanno avuto un peso sull’iscrizione della compagine al torneo, si sarebbe nell’alveo del comma secondo. In questo caso, le pene sono molto più severe. Esiste la possibilità di retrocessione in serie B o di essere assegnati persino a una categoria inferiore. Molto dipenderà “dall’indagine Prisma”. Pare difficile sbilanciarsi anche se la Juventus stessa aveva paventato il rischio in un comunicato precedente.

