La Juventus è in crisi nera e questo è palese a tutti. Mi sembra inutile sostenere che siamo ancora in settembre anche perché sono trascorsi 6 turni di campionato e 2 molto importanti di Champions League. I bianconeri sono praticamente eliminati dalla massima competizione per club. Per accedere agli ottavi servirebbe un miracolo come quelle che fece l’Atalanta nel 2019, ma questa compagine non sembra in grado di riuscirci e sono casi più unici che rari. Il Benfica e il Psg hanno 6 punti mentre la Vecchia Signora è ferma a zero con il Maccabi Haifa. Inoltre la squadra di Allegri ha perso entrambi gli scontri diretti con le capolista uno dei quali tra le mura amiche. Penso sia tutto abbastanza chiaro e mi concentrerei sulla sfida agli israeliani per entrare quantomeno in Europa League. Sarebbe un ottimo viatico per salvaguardare questa stagione internazionale.
Ma qual è il vero problema della Juventus? Beh, ve ne sono molti. Gli infortuni importanti non rappresentano un falso alibi, ma una realtà. Non solo manca un gioco, ma l’allenatore pare ormai in confusione e lo dimostra con i cambi che, un tempo, erano il suo forte. Oggi sono quasi sempre scelte sciagurate. Ma il dito va puntato soprattutto nei confronti di una società che è assente e in altre faccende affacendata. Oddio, sul calciomercato le si può rimproverare davvero poco perché è stato costruito uno squadrone, ma poi sembra mancare l’amalgama con il gruppo. Andrea Agnelli non parla quasi mai ai microfoni e sembra sempre distaccato. Pare quasi che su Arrivabene caschi ogni peso. E’ lui il deus ex machina? Nedeved? Cherubini? La Vecchia Signora è debole politicamente e la querelle Superlega non può influire troppo su un Real Madrid con una corazza immensa, mentre pesa come un macigno su una Juve più fragile. Non parlo di errori arbitrali in malafede. Ci mancherebbe. Sarei falso. Affermo solo che diventa difficile porsi in contrapposizione all’Uefa, organizzatore dei tornei, da cui dipende anche la Figc. Finché la società non chiarisce questi problemi e si avvicina al gruppo diventa tutto molto difficile. L’unica via è una compattezza di squadra che si isoli totalmente dall’esterno e agisca senza lo scudo della dirigenza. Al momento non c’è.

