“Parlare di fair play, di rispetto per l’avversario e di cartellino rosso al razzismo, non devono essere parole, devono essere fatti“. A proferire tale affermazione fu José Mourinho. Ha pienamente ragione. Non credo si passa negare. Non esiste quasi nulla di oggettivo, ma tale dichiarazione credo rientri all’interno di quel “quasi”. Ciò detto, occorre capire come lottare contro la discriminazione.
All’ex stadio “Friuli”, durante Udinese-Milan, è accaduto qualcosa di agghiacciante in ogni epoca storica, ma ancora di più se si pensa che siamo nel 2024. Il portiere rossonero Maignan è stato oltraggiato con il verso della scimmia da qualcuno sugli spalti. La domanda è semplice e sarò pure conciso. Ha senso considerare questo fatto come uno sparuto episodio di alcune pecore nere o è il caso di portarlo alla ribalta della maggior parte dei media, italiani e stranieri, dandole un’eco così importante? Il punto è che non si riuscirà mai a debellare il covid e vale lo stesso per il razzismo. Con alcune piaghe, purtroppo, in parte è necessario conviverci. L’importante è che siano controllabili perché di una sparuta minoranza. Se si osserva la discriminazione razziale, tale risultato non è semplice da ottenere, ma si è di certo sulla buona strada. Non ero allo stadio ma, da ciò che leggo, i protagonisti del pessimo rituale erano davvero pochi. Forse avrebbe senso identificarli e sanzionarli senza necessità dell’eco dei rotocalchi. Maignan ha fatto molto bene ad alterarsi e smettere di giocare, così come l’arbitro Maresca ha correttamente fermato l’incontro perché ciò servirà per facilitare il riconoscimento della situazione e punire i rei. Il calcio, nel suo piccolo, così farebbe la propria parte, ma non si vada troppo oltre. Questo non significa nascondere la polvere sotto il letto. Più semplicemente: il vero problema razziale non è quello vissuto nei confronti di una sparuta minoranza dello stadio che offende un calciatore, ma vi sono episodi quotidiani ben peggiori all’interno della società civile. Forse sarebbe meglio essere più concentrati su questi che troppo sovente passano in sordina.

